Ripensare la democrazia dai margini: i giovani come «persone», tra l’intuizione di Rosario Scarpati e le sfide dell’Unione Europea

Autori

  • Seila Scarpati

Parole chiave:

Condizione giovanile, Marginalità, Partecipazione

Abstract

L’articolo ripercorre l’evoluzione della condizione giovanile in Italia, rileggendo la storica ricerca ISVET (1971) coordinata da Rosario Scarpati alla luce delle sfide democratiche attuali. Il concetto cardine è la marginalità: i giovani, ieri come oggi, sono relegati in uno «stato di attesa», schiacciati in ruoli predefiniti e privi di reale potere decisionale. Il rifugio nella «socialità ristretta» degli anni 2000 e le criticità odierne quali i NEET, il lavoro povero e la «fuga all’estero» sono interpretati come una forma di partecipazione mancata. In questo scenario, le strategie dell’Unione Europea (2019-2027) rappresentano tentativi di trasformare i giovani, veri motori del cambiamento, da «oggetti di cure» a «soggetti di decisione». La partecipazione è la condizione essenziale affinché la democrazia resti un «progetto collettivo desiderabile»; diventa quindi urgente recuperare per i giovani la giusta dimensione formativa, produttiva e partecipativa.

Pubblicato

2026-06-29