Il Paradosso democratico: quando la democrazia sopravvive senza la persona

Autori

  • Rosi Carmisciano

Parole chiave:

Persona, Disintermediazione, Pluralismo, Tirannia della Maggioranza, Moralismo Politico

Abstract

La crisi della democrazia contemporanea non riguarda solo le istituzioni, ma investe l’homo democraticus e la stessa idea di persona. L’erosione dei corpi intermedi, la disintermediazione e la diffusione di forme di «democrazia immediata» indeboliscono la rappresentanza e favoriscono modelli politici fondati sull’immediatezza emotiva e sulla delega a figure carismatiche. Tali processi alimentano gli attacchi alla democrazia provenienti sia da destra, nelle letture identitarie e post-liberali che riducono il pluralismo e privilegiano modelli verticali di potere, sia da sinistra, nei populismi e in alcune espressioni dell’attivismo radicale, come alcuni movimenti pro-pal, che tendono a semplificare il conflitto, a moralizzare il discorso pubblico e a delegittimare la mediazione istituzionale. In entrambe le derive, la persona rischia di essere ridotta a funzione di un ordine collettivo o a elemento indistinto di una massa, compromettendo i presupposti antropologici della vita democratica. Poiché la democrazia vive di una cultura del limite, del pluralismo e della discussione critica, resa possibile da una formazione umanistica e da reali spazi di mediazione, la sua crisi è anzitutto culturale. Il saggio esamina tali dinamiche e propone una riflessione sui fondamenti dialogici e relazionali della convivenza democratica, indispensabili affinché essa non si riduca a mera procedura o a strumento di potere.

Pubblicato

2026-06-29