Gli effetti del Reddito di Base, tra persona e società. La proposta di un quasi-reddito di base (NBI) per i care-givers nella tutela dei principi lavorista e personalista

Autori

  • Maria Dalila Di Bartolomeo
  • Armando Vittoria

Parole chiave:

Reddito di base universale, Politiche sociali basate su prestazioni in denaro, Assistenza a lungo termine

Abstract

La lunga transizione dal paradigma fordista allo scenario post-crisi ha alimentato il dibattito sull’uso delle politiche di cash transfer per contrastare diseguaglianze e povertà, riportando al centro dell’agenda anche l’idea di un reddito di base universale e incondizionato (Basic income/BI). Il contributo qui proposto prova ad affrontare il tema avanzando quattro interrogativi inerenti: le potenzialità del BI nel contrastare povertà e diseguaglianza rispetto ad altre policy selettive di cash benefit; la compatibilità della sua logica normativa con la visione welfarista della cittadinanza; i problemi di realizzabilità della misura; i suoi possibili effetti di de-politicizzazione antisociali e, soprattutto, antisociali rispetto a visioni della cittadinanza di stampo comunitario, come ad esempio quella personalista. Inizialmente, il BI è analizzato attraverso
una modellizzazione critica dentro le classi di policy sociali di trasferimento monetario, integrando alla riflessione critica di tipo lavorista con la prospettiva della sociologia personalista e relazionale, che offre ulteriori strumenti per valutare l’impatto della misura sul tessuto comunitario. Nell’ultimo paragrafo si esplora un’applicazione selettivo-categoriale del BI al settore del longterm care work, cruciale nell’attuale congiuntura demografica europea, e che parrebbe integrare le due prospettive lavorista e personalista-comunitaria.

Pubblicato

2026-06-29