Oltre l’élite degli ‘intelligenti’

di Giulia Paola Di Nicola   L’esaltazione del talento inevitabilmente emargina dal circuito privilegiato dei ‘grandi’ quanti risultano dotati di un quoziente intellettuale medio basso,  le classi più umili, i non istruiti e tra questi le donne, molto raramente considerate “di talento”.  Ne scaturisce uno schema dicotomico e conflittuale tra genialità e mediocrità (del tipo “borghesi e proletari”), che esalta l’élite della classe culturalmente dominante, assecondando il mito dell’intelligenza intellettualistica, so­pravvissuto alla caduta dell’illuminismo, ai fallimenti della Ragione e non scardinato neanche da interpre­tazioni apparentemente alternative, quali il romantici­smo, l'hegelismo, la psicanalisi, l’irrazionalismo nietzschiano. All’opposto, l’umiliazione dei ‘subdotati’  (si pensi alle… Continua →

Le ambiguità della “post-verità”. Informazione e responsabilità

Nel 2016 il termine post-truth (post-verità) è stato proclamato “parola dell’anno” dall’autorevole Oxford Dictionary inglese, attestando dunque la fortuna di un’espressione di per sé intrinsecamente contraddittoria: non ha senso, evidentemente, una “verità mass-mediale” che non corrisponda alla realtà delle cose. Affermare che “Hitler è ancora vivo” oppure che “L’uomo non è mai realmente sbarcato sulla luna” non è una “verità”, sia pure mass-mediatica, ma un’evidente falsità. La stessa fortuna del termine, tuttavia, sta ad attestare quanto ambiguo sia certo linguaggio massmediatico e quanto siano diffuse evidenti falsità che pure vengono contrabbandate come “verità”.  Si crea, al limite, un mondo fittizio… Continua →

Pro e contro il personalismo Un dibattito su “Avvenire”

La Redazione   Un vivace dibattito sul personalismo comunitario, sulla sua obsolescenza o sua permanente attualità, si è svolto nella scorsa primavera sulle pagine di “Avvenire”. Nel numero del 27 Maggio 2017, in prima e seconda pagina (addirittura come editoriale) è apparso un articolo di Francesco D’Agostino intitolato “oltre la confusione dei personalismi – impariamo a dire fratelli”, contenente dure critiche ad un pensiero, quello personalista, ritenuto ormai obsoleto. Nei giorni successivi – e precisamente il 26 maggio – con un articolo apparso sulla seconda pagina dello stesso giornale, Giorgio Campanini interveniva con un breve testo intitolato “Perché va rilanciato… Continua →

Emmanuel Mounier – Brani scelti

Attrice: Maria Egle Spotorno Alla viola: Samuele Danese   Parte I – Quale rivoluzione “ ‘Borghese’ non è una classe, è uno spirito; è quel tipo d’uomo vuoto, privo di ogni follia, di ogni mistero, del senso dell’essere, dell’amare… devoto alla sicurezza, rivestito di cortesia… murato fra la lettura sonnolenta dei quotidiani e la noia delle domeniche, fra l’essere qualcuno e avere qualcosa e qualcuno per sé (una casa, una moglie, dei figli)…”  “Abbon­danza, sicurezza, servizi: l'uomo andrà sprofondando in una mediocre soddi­sfazione borghese,  oppure si baserà su questa liberazione materiale per un nuovo slancio spirituale?… Forse, dopo aver sperimentato… Continua →
Prospettiva Persona” è al n. 100!

Prospettiva Persona” è al n. 100!

di Giulia Paola Di Nicola e Attilio Danese   Gli esordi. L’azione culturale svolta in questi anni  da “Prospettiva Persona” rivela luci, da cui siamo gratificati, e ombre che ci piacerebbero ridotte in futuro. È stata fondata a Teramo nel maggio 1992 nell’ambito del Centro Ricerche Personaliste (registrato ufficialmente nel 1988, ma già attivo precedentemente dal 1985). Il nome “Prospettiva Persona” indicava un taglio aperto alla cultura contemporanea, e al futuro in un orizzonte internazionale e interdisciplinare, illuminato da una antropologia relazionale, né individualista né collettivista (perciò “pecrsonalista” e  non il  più equivoco "personalistica"). Voleva collocarsi in ideale continuità con… Continua →
Dalla diaspora alla scomparsa La lenta agonia del cattolicesimo politico

Dalla diaspora alla scomparsa La lenta agonia del cattolicesimo politico

di Flavio Felice – Direttore "Prospettiva Persona"   Il fatto che le ultime elezioni abbiano registrato una sostanziale scomparsa dell’offerta politica di matrice culturale cattolica, credo non sia altro che il prevedibile esito di anni in cui gran parte degli intellettuali, delle gerarchie ecclesiali e dei movimenti hanno teorizzato la via della diaspora: “presenti ovunque per condizionare tutti i partiti”. Questa formula si è tradotta in “irrilevanti ovunque” e, dal momento che la natura aborre il vuoto, l’irrilevanza si è trasformata in scomparsa. Qualche riflessione, in punta di piedi, sul rapporto tra cattolici e politica, dopo l’appuntamento elettorale del 4… Continua →