Comunicato stampa e Invito per il Salotto dell'8 Maggio 2019, Persepolis di Marjane Satrapi

 

Comunicato Stampa- Invito

 

Mercoledì 8 Maggio  2019, alle ore 17,45, il Salotto culturale "Prospettiva Persona"(con patrocinio di Fondazione Tercas, Ministero per i Beni artistici culturali,  la Caritas della Diocesi di Teramo Atri)  nei locali  provvisori di Via Vittorio Veneto 11, nella Sala Caritas al primo piano,  a Teramo,  presenta la rubrica  Incontro con il regista con attenzione a Marjane Satrapi, autrice e regista del film di animazione Persepolis, insignito di molti riconscimenti tra cui il premio della giuria a Cannes 2007 e la nomination per Oscar 2008 come film di animazione.

 

  A cura di Margherita Di Francesco

 

   

La cittadinanza è invitata a partecipare          

 Approfondimento

‘O mia patria sì bella e perduta…’ è l’Iran di Marjane Satrapi : andata volontariamente via da Teheran, vive  a Parigi dove ha trovato la possibilità di raccontare  la storia della sua patria perduta attraverso un romanzo a fumetti in quattro volumi, Persepolis,  da cui è stato tratto il film con la collaborazione di Vincent Parannaud.

Figlia di intellettuali benestanti, oppositori del regime dello Scià, racconta l’entusiasmo per la caduta del tiranno e la delusione sorta all’affermarsi del regime khomeinista con il ritrovarsi in un’oppressione che mai lei e la sua famiglia avrebbero immaginato. Allo scoppio della guerra con l’Iraq, la famiglia la manda in Europa, a Vienna, da sola, e lì incontra un mondo  che la lascia dapprima entusiasta e dopo più smarrita. Ma il ritorno a Teheran sarà solo una tappa: per continuare la sua strada Marjane partirà per Parigi dove  acquisterà l’autonomia sperata e inizierà la sua attività di scrittrice a fumetti, facendo della sua storia un romanzo affascinante.

 Costruito come particolarissimo romanzo di formazione, Persepolis offre il quadro sintetico di uno dei grandi drammi legati al sorgere dell’integralismo che in nome della religione schiaccia l’uomo: nella sua drammaticità, però, il racconto non è  pesantemente didascalico né predicatorio perché grazia, ironia e forza espressiva prevalgono. Il film non è un cartone animato di tipo ‘ hollywoodiano’: in bianco e nero quasi per intero, è stato realizzato con disegni stilizzati, essenziali, molto aderenti nello spirito e nella forma alle ‘strisce’ che costituiscono il romanzo da cui deriva (mdf).  

 

 

 

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