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Per riflettere…

In riferimento ad un articolo letto sul sito ufficiale di Amnesty International e a poco tempo dai festeggiamenti per la giornata mondiale della donna, intendo esprimere alcune considerazioni e rendervi partecipi di una riflessione dolorosa, ma necessaria, riguardo alle donne e ai soprusi che ancora oggi sono costrette a subire. Infatti è possibile riscontrare (nelle diverse parti del mondo e anche nei paesi cosiddetti \”civilizzati\”) soprusi e abusi a discapito delle donne e ancor più tragico, è sapere che molte delle vittime sono donne bambine! Fra le tante violazioni che si riscontrano, quella riguardante il diritto all\’istruzione mi colpisce notevolmente poiché ritengo che negare ad una persona la possibilità di capire ed interpretare la realtà che la circonda, significa impedirle il diritto alla libertà di scegliere, di decidere in merito al suo futuro, di rendersi consapevole di se stessa piuttosto che dei fenomeni che la circondano. L\’educazione è un passo cruciale nel processo capace di spezzare i cicli di povertà, violenza e malattie in cui molte realtà mondiali vertono. Nell\’ultima campagna di sensibilizzazione promossa da Amnesty International, vengono illustrate le difficoltà che incontrano le bambine per l\’accesso all\’educazione:
-vengono aggredite mentre si recano a scuola, picchiate all\’interno degli ambienti scolastici e molestate dai compagni di classe; molte sono minacciate di aggressioni sessuali da parte di altri studenti, costrette a fare sesso dagli insegnanti e in alcuni casi stuprate nelle stanze del personale scolastico;
-nei paesi travolti da conflitti, rischiano di subire aggressioni da parte dei gruppi armati e ciò si aggiunge al pericolo di attacchi diretti alle loro scuole; gli abusi sessuali sono un grave problema per le ragazze che vivono nei campi profughi e per sfollati;
-alcune sono particolarmente a rischio di subire violenza a scuola per aspetti della loro identità: l\’orientamento sessuale, lo status di immigrate, orfane o rifugiate, così come l\’appartenenza a una determinata casta o gruppo etnico, possono incrementare i rischi di abusi e violenze;
-viene loro negata l\’istruzione, se le loro famiglie non hanno abbastanza soldi per pagare le tasse scolastiche.
Ma ci sbagliamo se consideriamo tali problematiche una macabra esclusiva dei Paesi in via di sviluppo: uno studio condotto negli Stati Uniti dimostra che l\’83% delle ragazze di età compresa tra 12 e 16 anni ha sperimentato qualche forma di molestia sessuale durante la permanenza nella scuola pubblica. In America Latina, si è accertato che le molestie sessuali nelle scuole sono molto diffuse tra gli altri, nei seguenti paesi: Repubblica Domenicana, Honduras, Guatemala, Messico, Nicaragua e Panama.
La denuncia espressa da questi dati, è un \”pugno allo stomaco\” per quelle persone che credono essere l\’educazione elemento indiscusso per consentire l\’emancipazione civile. E di conseguenza, allarma assistere alla decadenza, nella nostra società, di un così fondamentale valore. Probabilmente far conoscere ai nostri studenti le difficoltà che devono affrontare i loro coetanei nelle diverse parti del mondo, e prenderne coscienza noi stessi, potrebbe rivelarsi occasione preziosa per far percepire la scuola non come un obbligo, ma come un luogo di incontro, confronto, e libera espressione. Uno spazio dove coltivare idee, sperimentare alchimie e esercitare il coraggio di sognare un futuro possibile e migliore.

 

 

 

 

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