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I FIORI INTORNO A NOI, I FIORI DENTRO DI NOI…

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“Solo la poesia ispira
poesia” -R.W. Emerson

Come alimentare l\’immaginazione attraverso percorsi poetici.

Le parole sono
intrise di magia, la poesia ne fa preziose custodi di un bene
inespugnabile: l\’interiorità. Il focolaio dell\’anima è
alimentato dalla musicalità delle parole, da echi lontani che
risuonano dentro e aprono orizzonti infiniti nei quali avventurarsi,
per scoprire quello che si nasconde dietro la semplicità e la
consuetudine. La poesia insegna a guardarsi dentro ma anche a
guardare oltre, a comprendere che la realtà è complessa
e caleidoscopica, che ogni cosa non si risolve in ciò che è
ma in quello che rappresenta e sta a significare. La poesia non è
un racconto definito e dai contorni netti e stabiliti, è
un\’occasione per sognare ad occhi aperti, giocare con le immagini,
riflettere. Le storpiature del mondo, quelle che Pevese definisce “le
offese -piccole o grandi- della vita” , inaridiscono la creatività,
la speranza, la bellezza…la poesia, la musica nascosta nelle
parole, è un balsamo insostituibile. Si possono avvicinare i
bambini di 3, 4, 5 anni al meraviglioso mondo della poesia? Noi,
insegnanti della Scuola dell\’Infanzia di Piano Solare (1°Circolo
Didattico di Teramo), abbiamo tentato di farlo attraverso i FIORI. Il
fiore cela uno specifico linguaggio evocativo, capace di accostarsi
ottimamente al gioco di immagini che crea la poesia, è un
elemento all\’apparenza semplice e definito ma nasconde fragranze
particolari e prospettive dalle quali osservarlo, sempre diverse. Il
fiore, poi, risveglia i sensi e prepara ad accogliere ciò che
ci circonda, come la poesia va dritto al cuore e, rappresentando un
linguaggio universale, costituisce il modo più semplice e
diretto per esprimere i sentimenti. Il nostro progetto è stato
integrato dal Progetto Museo “Giardini ad arte” attraverso il
quale i bambini hanno avuto la possibilità di visitare la
mostra di Benaglia e di osservare altri quadri. L\’approccio estetico
all\’opera d\’arte ha bisogno di un livello di conoscenza e di
alfabetizzazione superiore e differente a quello che serve per la
semplice conoscenza. Ma in questo caso non si è trattato di
imparare a condividere una “spiegazione” dell\’opera vista, ma si
è trattato di arrivare al livello estetico della comprensione
che, letteralmente, vuol dire con-prensione: prendere dentro di sé,
non solo nella mente ma anche nel cuore. Abbiamo iniziato il nostro
progetto osservando i fiori nati in giardino dai semi e bulbi avuti
in dono dal responsabile del “Museo del lupo” di Arsita, dove ci
siamo recati lo scorso anno in gita scolastica. Ci siamo in seguito
recati alla Villa Comunale di Teramo per osservare altri fiori e
dove abbiamo potuto osservare i busti di due poeti teramani: Giannina
Milli e Fedele Romani. Durante l\’allegra e istruttiva passeggiata non
è potuta mancare la visita alla Pinacoteca Comunale e alla
mostra del pittore Benaglia intitolata “Percorsi interiori”. Da
tale visita, tornati a scuola, è scaturita in noi la necessità
di far rientrare nel progetto iniziale la tematica del giardino
poiché proprio Benaglia presenta, nella sua esposizione,
racconti onirici che emergono da giardini nascosti tra i condomini di
quartieri silenziosi e deserti che sembrano attendere qualcuno che li
svegli con rumori di giochi e risate. I giardini, i fiori, i colori
nascosti tra l\’erba…racchiudono un proprio linguaggio, una
simbologia che va conosciuta e compresa. Per tale motivo, abbiamo
invitato a scuola un\’esperta di fiori capace di svelare il
meraviglioso mondo dei fiori e dei giardini. La fiorista si è
avvalsa di fiori da poter annusare e osservare, permettendo ai
bambini di poter fare il gioco degli accostamenti e delle
similitudini: il gambo del ciclamino somiglia ad un bastone, i suoi
petali alle orecchie di un coniglio. L\’attività a scuola
continua, con i bambini ancor più motivati che cercano nelle
riviste fiori il cui nome inizia con la stessa lettera dei nomi dei
bambini. Avendo per Natale conosciuto un bel numero di fiori,
decidiamo di realizzare un presepe dove i personaggi sono i fiori in
cui i bambini si sono identificati. E\’ una caratteristica della
nostra scuola far si che il presepe sia parte integrante del progetto
e anche far sì che i bambini possano entrarci dentro, essere
artefici e protagonisti allo stesso tempo. Pertanto quando alla fine
abbiamo fatto definire il nostro presepe sono venute fuori
espressioni come: è un presepe colorato, è come un
cielo stellato, è un presepe calpestato, è un po\’
movimentato, è un presepe dove un bambino può entrare,
è una preghiera recitata ecc. In seguito, durante il progetto
lettura, i libri di Ciuffi hanno fatto scoprire ai bambini la rima
baciata e la rima alternata e le metafore e similitudini: in una
poesia a volte la disposizione delle parole non è quella
abituale, si può usarne una al posto di un\’altra come ad
esempio: al contrario lui agisce, nel rispetto dell\’ambiente, latte e
vetri lui riunisce e non lascia in giro niente. Il progetto è
andato avanti chiedendo ai bambini di rappresentare ciò che
faceva loro venire in mente la poesia di carnevale e di fare una
“lettura” fantastica della riproduzione di un quadro di klee:
“Paesaggio con gli uccelli”. In tal senso, il nostro operare è
stato affiancato da quello delle operatrici del Museo di Teramo che
con i bambini hanno realizzato un giardino pensule. Incontrare l\’arte
ha permesso al bambino di comprendere come la poesia è piena
di immagini che è possibile riprodurre anche con il disegno.
Per stimolare nel bambino la possibilità di esprimere emozioni
e sentimenti, abbiamo consentito ai bambini di “entrare” dentro
la riproduzione di un quadro di Monet: “Papaveri”. I bambini sono
rimasti molto attratti da questo pittore e affascinati dalla lettura
del libro “Linnea nel giardino di Monet” che narra la vita di
Monet attraverso le parole di una bambina, Linnea. Il libro è
arricchito da riproduzioni delle sue opere. L\’interesse è
aumentato specie quando una bambina, durante le vacanze di Pasqua, è
andata al museo D\’Orsay dove, con grande stupore dei genitori, ha
illustrato i quadri di Monet visti a scuola. Anche nella Scuola
dell\’Infanzia è possibile far approcciare i bambini (di 5 anni
in questo racconto, ma anche gli altri bambini hanno preso parte al
progetto), alla poesia, all’arte e a quelle forme di espressione
troppo spesso considerate “lontane” per bambini di questa età!

 

 

 

 

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