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Piero Viotto – In memoriam - Giorgio Campanini

Piero Viotto – In memoriam - Giorgio Campanini

La storia del “maritainismo” italiano è strettamente ed anzi indissolubilmente legata alla figura di Piero Viotto, che agli inizi del 2017 ha lasciato questo mondo, raggiungendo ad alcuni anni di distanza la carissima consorte Giovanna, la cui assenza (anzi, per un convinto credente come Viotto, la misteriosa “presenza”) ha accompagnato, ed inevitabilmente amareggiato, i suoi ultimi anni di vita.

Se Viotto ha coltivato nel corso della sua lunga “carriera” intellettuale non pochi ambiti di ricerca – quasi tutti, per altro concentrati sul Novecento francese, un “secolo d’oro” probabilmente irripetibile per l’amica nazione transalpina – non si può negare che al centro dei suoi studi sia stata la centralissima figura di Jacques Maritain (1883-1993), di cui è stato non solo divulgatore, studioso, traduttore, interprete, ma anche e soprattutto amico. Egli, infatti, è tra i non  molti studiosi italiani che, oltre ad essersi confrontati con il suo pensiero, si sono misurati da vicino con la sua persona, soprattutto negli ultimi anni di vita del filosofo francese, in parte trascorsi nell’alsaziana quiete di Molsheim, ove Viotto, in prolungate visite, ha dato un contributo di grande rilievo alla catalogazione degli scritti maritainiani, all’ordinamento dei suoi inediti e soprattutto alla sistemazione della sua vastissima corrispondenza con personalità di tutti i continenti. E’ da ritenersi che nel suo archivio personale vi siano non poche lettere di Maritain ed è augurabile che esse, con altri sicuramente numerosi materiali “maritainiani” non vadano dispersi.

Partito, come studioso pedagogista – e per molti anni docente di questa  disciplina presso l’università cattolica di  Milano – dalla riproposizione del pensiero educativo di Mounier, che egli è stato tra i primi in Italia a valorizzare, è quasi necessariamente passato allo studio del ben più organico e sistematico, in questo specifico campo, pensiero di Maritain, contribuendo in modo determinante a far conoscere, attraverso l’importante mediazione dell’editrice “La Scuola” di Brescia, il suo pensiero pedagogico. Il fondamentale testo maritainiano in questo campo, Education at the Crossroad (scritto originariamente in inglese e composto e pubblicato nel suo “periodo americano”) ebbe proprio in Viotto un attento lettore. L’edizione italiana del 1975, con il titolo L’educazione al bivio, sempre presso la medesima editrice, fu da lui curata e fu poi oggetto di numerose riedizioni.

Oltre agli interessi prevalentemente pedagogici, Viotto si è fatto traduttore e divulgatore di numerosi studi maritainiani, concorrendo in modo determinante alla circolazione dei suoi scritti in Italia. Momento centrale di questa opera di divulgazione fu, nel 1962, la riproposizione al pubblico italiano, questa volta non più da parte della “Studium”,  bensì dell’editrice Borla (di Torno, poi trasferitasi a Roma) dell’opera maritainiana più celebre e studiata, e cioè Umanesimo integrale (1936). Non senza incontrare resistenze nella componente conservatrice della Curia romana – e malgrado il deciso appoggio dell’allora sostituto Montini – la “Studium” aveva pubblicato, nella traduzione di G. Dore, Umanesimo integrale (oggetto, come noto, di ripetuti attacchi da parte de  “La Civiltà Cattolica”), ma tanto la prima quanto la seconda edizione (1946-1947) erano state presto esaurite. Per ragioni mai esplicitate (ma riconducibili all’avversione che Maritain incontrava in taluni ambienti vaticani) il libro, seppure ricorrentemente richiesto, non venne più pubblicato dalla “Studium”. Soltanto nel 1962 l’editrice Borla riuscì ad acquisire i diritti sull’opera e la ripubblicò a cura di Viotto e con una sua ampia introduzione; un’ulteriore edizione, sempre a cura di Viotto, apparve nel 1969. Si sarebbe da più parti desiderato una più felice traduzione (quella di Dore usa talora un linguaggio obsoleto, quello degli anni attorno al 1940, e incorre in alcune imprecisioni) ma ciò non è stato possibile.

Grazie soprattutto a questo suo impegno, Viotto entrò, a partire dai primi anni ’60 del Novecento, nel gruppo dei “maritainiani” italiani e continuò sino alla fine dei suoi anni – in una operosa “terza età” – le sue ricerche su  Maritain: soffermandosi non tanto sul suo pensiero politico (oggetto in Italia, come noto, di particolare attenzione) quanto sulla sua pedagogia, la sua filosofia, la sua opera a favore della cultura cattolica. Proprio in questo ambito – con un’attenta ricostruzione della fittissima rete dei suoi incontri, da Péguy a Claudel, da Gide a Cocteau – Viotto ha dato un contributo determinante alla ricostruzione del Maritain uomo di cultura e intellettuale engagé, tanto nella Parigi degli anni ’30 quanto nell’America (Canada e Stati Uniti) degli anni ’40 e ’50 dello stesso secolo, di cui il filosofo francese è stato indubbiamente uno dei maggiori protagonisti.

Attivamente partecipe di pressoché tutte le iniziative “maritainiane”  - importanti e ricorrenti i suoi interventi in convegni e incontri di studio, a partire da quelli anconetani promossi dal “maritainiano” Alfredo Trifogli – ha di fatto consacrato gran parte della sua fatica intellettuale all’ammirato pensatore francese e ai suoi estimatori (ed anche detrattori) ed amici: a partire da quel Giovanni Battista Montini – Paolo VI al quale ha dedicato uno dei suoi ultimi scritti (G. B. Montini Paolo VI, Scritti di filosofia e di spiritualità, Studium, Roma, 2015).

Fra i numerosi studi che Viotto ha dedicato a Maritain, merita una particolare attenzione Jacques Maritain – Dizionario delle opere (Città Nuova, Roma 2003): opera tutt’altro che di pura compilazione perché dà conto, con una serie di puntuali “schede”, dell’intera produzione intellettuale di Maritain, da La Philosophie bergsonnienne (1913), opera giovanile non tradotta in italiano ma significativa per la comprensione dell’itinerario intellettuale del filosofo (che ha dato un contributo determinante – come risulta dai Diari dello stesso Maritain, alla sua conversione al cattolicesimo, dopo una prima giovinezza agnostica e anticlericale), alle postume Nove lezioni sulla legge naturale (1965) tratte dalla trascrizione stenografica di alcune sue conferenze e importante punto di riferimento nella conoscenza dell’etica maritainiana, una delle più dense e profonde della cultura cattolica del Novecento.

Si tratta, in complesso, di 65 schede accompagnate da una nota biografica e da un ricco apparato critico: strumento essenziale per una piena conoscenza  della vastissima opera maritainiana. Il testo è apparso nel 2003 e lo stesso Viotto avrebbe voluto – come una volta, in occasione dei nostri tanti incontri, mi disse – aggiornarlo, soprattutto in relazione alla successiva pubblicazione (in parte proprio grazie al suo estimatore lombardo) di altri scritti. E’ augurabile che qualche giovane studioso si accinga al compito non agevole ma assai prezioso, di aggiornare e completare questo volume, magari ipotizzando una “seconda parte” nella quale sia presentata e commentata l’opera dell’amatissima moglie Raissa, la cui figura è stata a più riprese riproposta in un XXI secolo finalmente attento a ricostruire i percorsi della spiritualità cristiana del Novecento (cf al riguardo G. P. Di Nicola- A. Danese, Il buio sconfitto. Cinque relazioni speciali tra Eros e amicizia spirituale, Effatà, Torino 2016).

Queste essenziali note sono sufficienti, ci sembra, a motivare l’augurio che l’opera di Viotto sia degnamente ricordata e che la sua ricca biblioteca “maritainiana”, che comprende non solo volumi di difficile reperibilità, ma anche copie di testi e di carteggi (nonché - è da presumersi - inediti dello stesso Viotto) sia posta a disposizione degli studiosi. Il Centro Ricerche Personaliste di Teramo – così presumiano e ci auguriamo-  offre al riguardo la sua piena disponibilità, così da assicurare l’accessibilità e la fruibilità per tutti di un ricco patrimonio di idee frutto dell’impegno di tutta una vita interamente dedicata, in  semplicità e in povertà, a quella cultura di ispirazione cristiana di cui Maritain è stato tra i massimi esponenti e Piero Viotto un appassionato e competente protagonista.

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