- "L'Arena" - Il Giornale di Verona, 24 marzo 2001, p. 18, firma: e.g. Leggi l'articolo...
- "L'araldo abruzzese", 13 ottobre 2002, p. 4, firma: Carolina Di Sante. Leggi l'articolo...
- "La Provincia", 30 dicembre 2002, p. 32, firma: Mimma Panaccione. Leggi l'articolo...
- "Avvenire", 31 dicembre 2002, p. 15, firma: Maria Antonietta Petruolo. Leggi l'articolo...
- "Il Mattino", 25 gennaio 2003, p. 36, firma: g.m. Leggi l'articolo...
- "Il Sannio", 26 gennaio 2003, Spettacoli, p. 15, firma: Sandro Tacinelli. Leggi l'articolo...
- "il Centro" - 25 settembre 2004, Spettacoli, p. 25, firma: Anna Fusaro.Leggi l'articolo...
- "Voce Isontina", 2 ottobre 2004, Musica, Sport & Spettacoli, p. 12. Leggi l'articolo...
- "Il Quotidiano del Molise", 7 gennaio 2005, p. 6, firma: Antonella Iammarino. Leggi l'articolo...
- "Nuovo Molise", 21 luglio 2005, firma: Andrea De Lisio. Leggi l'articolo...



ECHI

? L o spettacolo, che io collocherei nella più pura tradizione dell'Oratorio, mi ha fatto tornare a vivere, con emozione, nella nostra casa di via Depretis a Roma con i miei genitori. Mi è stato dato di rivivere quei bellissimi momenti, quasi fosse la realtà??

padre Paolino Beltrame Quattrocchi, figlio di Maria e Luigi.


?? U n gruppo di giovani artisti che ho conosciuto personalmente e di cui ho apprezzato in più occasioni l'opera ?Un'Aureola per due? , oratorio ispirato alla vita dei beati Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi. La qualità artistica dell'opera e lo spirito di profonda partecipazione che gli artisti esprimono nell'eseguirla, suscitano sempre profonda commozione e riescono a mettere gli spettatori ? in gran parte giovani ? a contatto vivo con l'esperienza spirituale dei beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi; l'effetto è di suscitare in tutti un autentico desiderio di imitazione nella santità della vita familiare?!?

don Sergio Nicolli ? direttore nazionale Cei per la Famiglia , Roma 2003


? C ome sia possibile che uno spettacolo, sia pure diretto e interpretato con grande professionalità, riesca a far comprendere fino in fondo, a chi assiste, l'essenza della vita di Maria e Luigi, è veramente incredibile. Ci si sente dietro l'uscio della loro casa ad ascoltare lo scorrere della vita di una coppia legata da un amore speciale in cui ogni momento risuona come un'eco di un Amore celeste mai ascoltato ma subito da ognuno riconosciuto come un suono che da sempre ci portiamo dentro. Armonia e bellezza si intrecciano in un dialogo d'amore che pian piano supera l'umano per entrare nella sfera dell'infinito??

Giuliana Galletta Mangogna, Napoli Gennaio 2004


? Q uando l'arte si appropria del capolavoro di Dio che è la santità umana e interpretandola la riesprime, chi vede e ascolta viene pervaso dalla grazia e, dentro questa grazia, stasera, siamo stati??

d. Giorgio Marangon ? resp. diocesano Famiglia, Treviso 2002





LA VOCE DEGLI ARTISTI

?Non pensavo, con questo spettacolo, di affrontare una tournée così prolungata iniziata nel 2000 al Convegno Nazionale per la Famiglia C.E .I. e giunta, in questi mesi, alla 45° replica italiana. Una compagnia di teatro di San Salvo Marina (Chieti), dopo aver assistito allo spettacolo al teatro ?Rossetti? di Vasto, ha chiesto la partitura per metterlo in scena nella loro cittadina (con repliche a Foggia e Loreto). Sinceramente non pensavo a un seguito così interessante dell'esperienza anche se, fin dalla prima serata, mi sono reso conto che questo spettacolo possedeva un quid che affascinava e continua ad affascinare prima di tutto noi che siamo sul palco e logicamente il pubblico. Senza parlare poi della fecondità del rapporto tra parola e musica che per me è stata un'autentica scoperta?.

Giacomo Maria Danese ? compositore e direttore musicale


? Quando nel ?99 mi arrivò il manoscritto da cui trarre un testo per lo spettacolo non conoscevo i Beltrame Quattrocchi, non ne avevo mai sentito parlare e fu per me una felice sorpresa; comunque non compresi subito la portata di ciò che mi ritrovavo fra le mani; e credo che questa scoperta sia ancora in evoluzione; con Maria e Luigi è salito sugli altari, fra il resto, anche l'amore umano capace di elevarsi al divino. Ricordo con nostalgia le mattine in cui - mi alzavo prestissimo ? ho iniziato a stendere il testo dopo mesi di lettura e riflessione; ricordo quelle albe nelle quali respiravo, scrivendo, qualcosa di straordinario: ?se riusciremo a trasmettere ciò che sto provando ? mi dicevo ? sarebbe molto buono? e devo dire che dopo questi primi quattro anni di repliche qualcosa del genere deve essere successo. Un capitolo a parte ( ma non troppo) è l'esperienza artistica col maestro Danese sullo ?sposalizio' (per stare in tema) testo-musica e, logicamente, il rapporto con tutti gli artisti; un'esperienza professionale, umana, spirituale molto ricca, impensata ?.

Maffino Redi Maghenzani - autore del testo e regista


? M'impressiona sempre, a fine spettacolo, quell' applauso convinto, prolungato, di persone spesso in piedi, quasi a voler dire ciò che a parole sarebbe difficile esprimere. Quando scendo dal palco per salutare, noto negli sguardi una luce che nasce - è evidente - dall'intimo di ciascuno perché toccato nel profondo. Io stessa, ogni sera, mi commuovo, non per mestiere ovviamente, per sintonia, per qualcosa che tocca l'anima?.

Maria Rosaria Olori - attrice


? ?Dopo varie rappresentazioni la mia attenzione si è rivolta verso il pubblico: mentre suono sono tutto proteso a ?farlo entrare' in quelle emozioni che io stesso ho vissuto ascoltando il testo ed entrando nella vicenda che narriamo. Questo spettacolo ha un messaggio, in certo modo, catartico: provoca, col linguaggio della bellezza, una sorta di purificazione e una conseguente elevazione ?

Samuele Danese ? violista