Racconto fantastico – V Primaria – autrice in erba

da https://unastoriaperunimmagine3.wordpress.com/2016/03/08/la-voce-della-foresta/

La voce

Era notte fonda e il buio incombeva da un pezzo.
Eden si sveglio? di soprassalto. Per l’ennesima volta aveva fatto quel sogno: una voce di donna, dolce e insistente come un soffio di vento, sussurrava il suo nome. Pensando a quante cose strane potesse escogitare la mente, si riaddormento?.
Eden era un ragazzo di diciassette anni, figlio di un contadino poverissimo, rimasto vedovo. Quell’anno il raccolto era stato molto scarso e non avevano i soldi per pagare i debiti. Il ragazzo decise allora di partire per cercare fortuna. Prese con se? solo lo stretto necessario, studio? molte carte geografiche e, alla fine, decise di andare a cercare lo Smeraldo Che Non Muore Mai.
Si diceva che avesse poteri straordinari e che si trovasse in un antico tempio andato in rovina. Ma a Eden le magie non interessavano, pensava solo ai soldi che avrebbe potuto ricavare dalla vendita di quella pietra. Era un ragazzo semplice lui, e la vita gli aveva insegnato a stare con i piedi per terra. Interrogo? molti viandanti e scopri? che per accedere al tempio bisognava attraversare una foresta. La Foresta Bisbigliante, cosi? la chiamavano.
Appena Eden senti? quel nome, gli si raggelo? il sangue. Si diceva infatti che la foresta bisbigliasse parole incomprensibili. Ripenso? al sogno: quella voce di donna che sussurrava il suo nome…Aveva paura, ma era determinato a raggiungere lo Smeraldo Che Non Muore Mai e niente e nessuno avrebbe potuto fermarlo.
Dopo diverse settimane di viaggio, trovo? la Foresta Bisbigliante. Non fu una vera sorpresa, perche? era proprio cosi? che l’immaginava: immensa, tetra, spaventosa. Di nuovo rabbrividi? di paura, ma era troppo tardi per arrendersi: ormai aveva deciso, la sua vita dipendeva da quella pietra.
Si fece un varco tra i cespugli ed entro?. E subito udi? quella voce di donna che lo chiamava, ma cerco? di ignorarla, perche? voleva andare avanti ad ogni costo. Era testardo, Eden. Sua madre glielo diceva sempre, e a lui non dispiaceva, perche? lo faceva sentire speciale.
Per alcuni giorni cerco? di avanzare tra i rami e i rovi che ricoprivano il suolo, ma piu? andava avanti, piu? gli sembrava di essere fermo nello stesso punto. Comincio? a provare uno sconforto profondo. La foresta sembrava deserta, eppure c’era qualcosa che si muoveva tra gli alberi: occhi, ombre, strane figure. Che fosse sotto l’effetto di un incantesimo?
Dopo un tempo che gli parve infinito, giunse ad un torrente. L’acqua era limpida, rischiarata un po’ dalla luna. Si chino? per bere, quando una voce gli chiese: – Chi sei?
Eden sussulto?. A un passo da lui, immersa nell’acqua fino alla vita, c’era la creatura piu? bella che avesse mai visto: aveva gli occhi piu? azzurri del cielo e lunghi capelli dorati sciolti sulle spalle. Eden aveva un nodo in gola e non riusciva a parlare. Quella ragazza lo aveva stregato. Per un attimo dimentico? lo Smeraldo Che Non Muore Mai e si lascio? cullare da quella voce cristallina.
Rimase cosi?, in silenzio; ma poi, udendo un fruscio tra le foglie, si ricordo? del posto in cui si trovava e disse balbettando: – Mi chiamo Eden… sto…sto cercando il tempio.
Lo sguardo della fanciulla si rabbuio? e anche l’acqua del torrente divenne d’un tratto scura e fangosa.
– Devi andartene, Eden, – disse con tono severo. – Questa foresta e? pericolosa, il tempio e? pericoloso.
Esito? un attimo, ma poi continuo?: – Un tempo questo era un luogo meraviglioso: uomini e animali vivevano in armonia, le piante erano piene di fiori e sugli alberi crescevano abbondanti i frutti. Poi arrivo? un dio capriccioso e crudele; s’impadroni? della foresta e vi fece costruire un tempio in suo onore. Un giorno il dio vide una fanciulla. Si chiamava Vera, ed era bellissima. Il dio ne fece la sua schiava. Dopo molti anni giunse al tempio un cavaliere dall’armatura scintillante. Vera se ne innamoro? e decise di fuggire con lui. Il dio ando? su tutte le furie: uccise il cavaliere e trasformo? gli abitanti della foresta in creature orrende. Nel tempio rimase solo uno smeraldo, una pietra con poteri straordinari, capace di dare la vita a chi la possiede, ma anche di toglierla…

Fece una lunga pausa, poi aggiunse: – Solo gli abitanti del torrente si salvarono dall’incantesimo…Per questo io sono ancora qui.
S’interruppe di nuovo, ma Eden la incalzo?: – E Vera? Vera che fine fece?
– Beh, lei e? ancora nella foresta, – taglio? corto la ragazza.

– Vuoi dire che e? ancora viva? – chiese il giovane con impazienza, ma la ragazza era gia? sparita nel torrente.
Si ritrovo? di nuovo solo. Non le aveva neppure chiesto come si chiamasse e questo lo faceva stranamente soffrire.

– Si chiama Dali, – bisbiglio? la solita voce, facendo muovere le foglie degli alberi. In quel momento Eden capi? che apparteneva a Vera. Era sua la voce della foresta.

Il tempio

Era cosi? turbato che non si accorse dell’uomo alle sue spalle.
Emanava un forte odore di selvaggina; poi si giro? e lo vide: i suoi occhi erano gialli e i suoi denti aguzzi. Sorrideva con un sorriso maligno da assassino, ma la faccia era quella di un bestia, un leone forse, a giudicare dalla folta criniera rossiccia.
Eden era un ragazzo coraggioso, ma questo era troppo anche per lui. Il mostro, infatti, non era solo: decine di figure dalle forme raccapriccianti erano pronte ad aggredirlo.
Eden indietreggio?. Sentiva che quella era la fine. Era stato un illuso a pensare di riuscire a trovare lo Smeraldo. Comincio? a piangere come un bambino, proprio lui che non piangeva mai. L’uomo con la testa di leone scatto? ringhiando verso di lui, ma qualcosa lo trattenne: un groviglio di arbusti gli imprigionava le gambe, impedendogli di muoversi. Le piante si moltiplicavano a vista d’occhio e in pochissimo tempo fecero prigionieri anche gli altri mostri. La Foresta Bisbigliante lo stava aiutando a scappare, ma perche??
La luna torno? a fare capolino fra le cime degli alberi e illumino? un sentiero. Cosi? Eden si mise a correre piu? forte che poteva. Correva verso lo Smeraldo Che Non Muore Mai, verso la salvezza. Dopo poco, pero?, capi? che l’uomo-leone si era liberato e gli era alle calcagna. Stava quasi per raggiungerlo, quando qualcosa lo porto? in salvo. Era un cavallo, ma non un cavallo qualsiasi, un cavallo alato! Aveva il manto bianco e un corno d’oro sulla fronte. Non aveva mai cavalcato un cavallo, tantomeno uno alato, ma scopri? che farlo gli dava un grande senso di liberta?. Il vento gelido gli sferzava violentemente il viso, ma a Eden non importava: quei pochi minuti trascorsi sul cavallo dalle grandi ali non li avrebbe mai dimenticati.
Poi vide il tempio in lontananza. L’animale sapeva dove portarlo. Lo adagio? dolcemente a terra e, senza un saluto, spicco? il volo.
“Che strano, sembra che sia stato mandato apposta per salvarmi la pelle”, penso? Eden mentre varcava la porta del tempio.
Era un edificio imponente circondato su quattro lati da alte colonne di pietra. Dall’alto proveniva un assordante battito di ali e un’aria fetida gli penetrava nelle narici. Ovunque regnava morte e rovina.
Avanzando lentamente, noto? che qualcosa si muoveva davanti all’altare. In un primo momento a Eden sembrarono due enormi aquile, ma poi guardo? meglio e capi? che dei rapaci avevano solo le ali e le zampe, perche? la testa e il busto erano di donna. Non aveva mai provato un simile orrore. Le due creature se ne stavano ferme con lo sguardo fisso su di lui, scrutando i suoi passi. Una delle due aveva il volto coperto di rughe, mentre l’altra era piu? giovane. Entrambe emanavano un odore nauseabondo e il ragazzo non ci mise molto a capire che si nutrivano di carne umana.

– Sei venuto per lo Smeraldo? – gracchio? improvvisamente la piu? vecchia.
– Si?, si?, lo Smeraldo – le fece eco l’altra, sbattendo le ali puzzolenti.
– E allora vieni a prenderlo! – esclamarono tutte e due in coro con la voce piu? stridula che Eden avesse mai sentito.
Cerco? con lo sguardo una via d’uscita, ma noto? che le colonne che circondavano il tempio erano ricoperte di vegetazione, per cui sarebbe stato impossibile fuggire da quella parte. Doveva tornare indietro, ma l’ingresso era troppo lontano e i rapaci l’avrebbero raggiunto facilmente. Per la seconda volta penso? che fosse arrivata la fine e per la seconda volta rimpianse di essersi spinto troppo oltre.
Ma ecco che di nuovo accadde una cosa inaspettata. Un rumore frastornante rimbombo? nel tempio e la terra comincio? a tremare. Il pavimento si sollevo? e ne usci? una radice serpeggiante che si attorciglio? intorno al collo dei due mostri fino a soffocarli. Alcune colonne crollarono e anche l’altare comincio? a sgretolarsi.
Fu allora che Eden lo vide: emanava una luce calda, viva. Senza pensarci un secondo lo afferro? e corse fuori dal tempio prima che crollasse.

Lo Smeraldo

Lo Smeraldo Che Non Muore Mai gli scaldava le mani intorpidite dal freddo e questo lo spinse a correre piu? veloce. Correva verso casa, verso una vita migliore. Con la pietra tra le mani si sentiva invincibile. Aveva capito che la donna della foresta era dalla sua parte: per due volte era stato in pericolo e per due volte l’aveva aiutato a scappare. Era tutto cosi? chiaro: voleva che lui prendesse lo Smeraldo. Per qualche oscuro motivo quella donna aveva scelto lui, il figlio di un contadino. Che fortuna aveva avuto!

Ad un tratto, pero?, il suo cuore si rattristo?.
Passando accanto al torrente, noto? che l’acqua non c’era piu? e che i pesci boccheggiavano sul fondale melmoso. Cosa stava succedendo? Dov’era Dali, la creatura meravigliosa dagli occhi piu? azzurri del cielo? Perche? all’improvviso gli mancava cosi? tanto?
Fu allora che la vide. Era distesa nel fango e respirava a fatica. Eden le si avvicino? e provo? la stessa emozione della prima volta. Stava morendo, e come lei stavano morendo i pesci, le piante e gli alberi. Tutto sembrava crollare insieme al tempio maledetto. Poi Eden si ricordo? della pietra che aveva in mano. Si diceva che avesse poteri straordinari, ma allora perche? non lo rendeva felice?
Senza pensarci due volte, getto? nel fango lo Smeraldo Che Non Muore Mai. E subito, non appena tocco? terra, questo si trasformo? in una pianta verdissima, che da quell’istante comincio? a crescere incessantemente fino a diventare un albero gigantesco, il piu? alto di tutti quelli circostanti. Piano piano, alcuni tenui raggi di sole si fecero un varco tra le folte chiome dei faggi e degli abeti. Il buio svani?. I fiori ricominciarono a sbocciare, i frutti a maturare e in un lampo gli abitanti della foresta ripresero le loro vere sembianze. L’acqua ricomincio? a scorrere nel torrente e Dali riprese a nuotare leggera tra centinaia di pesci colorati.
Tutto torno? com’era stato un tempo.
Tutto tranne Vera, che si trasformo? in un albero e divenne tutt’uno con la sua foresta.
Eden, invece, torno? a casa senza lo Smeraldo. Non divento? mai ricco, ma fu felice per il resto della sua vita.