Profilo del «Centro Ricerche Personaliste» CRP

Teramo, via Nicola Palma 33

 

 

Dalla esperienza personale alla fondazione di un Centro di cultura indipendente

 

La nascita del Centro Ricerche Personaliste si collega alla esperienza  personale di Attilio Danese e Giulia Paola Di Nicola, ricercatori e sposi, che hanno voluto dare vita ad una associazione culturale autonoma, aperta, non accademica, non ideologica o confessionale.

Attorno al primo nucleo di amici del CRP  si sono via via aggregati altri amici, in maniera spontanea, con o senza specifici titoli di studio, che hanno così costituito una rete allo scopo di rafforzare i comuni intenti ed evitare l’isolamento e la debolezza dei singoli ricercatori nel panorama della cultura contemporanea postmoderna.

 Dal punto di vista pratico, il CRP si sostiene tramite:  domande di sovvenzioni e progetti presentati  ad enti pubblici e privati, eventuali libere donazioni da parte di soci e di amici, attività editoriali.

 

Le ragioni di una scelta

 

Dopo anni di ricerca su Hegel[1], Di Nicola e Danese hanno scelto una filosofia più vicina alla sensibilità contemporanea, più attenta alla vita delle persone e più impegnata a valorizzarne le risorse. I rapporti umani, nella loro autenticità e nei valori che comportano sono diventati decisivi  a livello filosofico per accostarsi alla filosofia personalista e a livello esperienziale, per dare senso alla ricerca e alla vita. Sulla base di questo orientamento essi hanno avvertito il fascino dei protagonisti del personalismo francese (in primis E. Mounier[2], J. Maritain, J. Lacroix) unitamente ai personalisti italiani (L. Sturzo, I. Giordani, G. La Pira, G. Capograssi, L. Stefanini, L. Pareyson), tedeschi (M. Buber, E. Rosentock-Hussey, F. Ebner), spagnoli (Alfonso Carlos Comin, Carlos Diaz, Mariano Moreno Villa, Josè Ortega y Gasset, Maria Zambrano, Miguel De Unamuno, Xabier Zubiri). Questo orientamento filosofico oltre a dare nuovo slancio all’insegnamento, ha sollecitato un impegno più coerente tra pensiero e vita, lavoro e famiglia, credenze e comportamenti. La ricerca si è confermata come un servizio alla verità e un impegno a servizio di quanti possono trarne giovamento.

Approfondendo gli autori del personalismo, diveniva più agevole liberarsi di sei virus principali che assediano e inquinano l’amore per la cultura, specialmente quella universitaria:

1. La cultura come strumento di potere, tipico di chi ragiona in termini di acquisizione di conoscenze in funzione della carriera e nella convinzione che: “So, dunque posso”. Questo atteggiamento da una parte induce a considerare il sapere come fine a se stesso e la sua accumulazione esponenziale come ampliamento del dominio dell’uomo su e anche contro la natura, dall’altra induce a considerare gli altri esseri umani in funzione degli obiettivi dell’io. In questa prospettiva la selezione della classe dirigente viene fatta in base alle affidabilità, alle appartenenze, più che alla professionalità e alla eticità delle persone. Chi promuove qualcuno preferisce scegliere persone mediocri per essere sicuro che riceverà dall’eletto obbedienza, fedeltà e all’occorrenza un ossequio servile. I mediocri finiscono con l’occupare i posti chiave della società facendo barriera alle persone migliori. Sono evidenti i danni sulla società di un simile criterio selettivo, che troppo spesso fa avanzare nella carriera persone incompetenti e spesso anche immorali, provocando considerevoli effetti dannosi sulle giovani generazioni, che sentono spegnersi la speranza e la volontà di puntare sul merito.

2. La cultura come strumento di guadagno. Evidentemente chi fa ricerca merita di ricevere una giusta paga per la sua fatica, spesso solitaria e non immediatamente produttiva. Tuttavia quando il guadagno diventa il criterio prevalente e discriminante delle proprie attività, inevitabilmente si trascura la qualità, si accettano tutte le richieste di eventuali committenti, senza discernere secondo criteri di qualità e di eticità. Il mercato s’impadronisce  di quasi tutta la cultura, grazie alla debolezza di ricercatori che si “vendono” al migliore offerente.

3. Cultura e visibilità. “Sono visto, dunque sono” è lo slogan di un diffuso atteggiamento che tende a considerare importante, vero, degno di attenzione, solo ciò che i mass media pubblicizzano. Ne consegue che le persone di cultura fanno a gara per stare sui giornali, in TV, nei luoghi pubblici più in vista. Pongono tutto l’impegno nel dosare in modo strategico le loro apparizioni, in modo che risultino incisive, redditizie, trainanti per la spendibilità della propria persona. Anche questo virus indebolisce la qualità e contribuisce, secondo i canoni della cultura postmoderna, a valorizzare l’effimero e l’appariscente occultando ciò che ha maggiore spessore umano.

4. Cultura e neutralità. Questo “virus” inietta la convinzione che la ragione sia neutra e come tale imponga a tutti di accettare delle verità razionali e oggettive cui sottostare. Viene penalizzata la persona nella concretezza della sua realtà esistenziale e nella storicità dei suoi percorsi. Molti “mostri” sono stati prodotto nella storia da una ragione ritenuta falsamente neutrale. Oggi dovrebbe essere più chiaro a tutti, a cominciare dagli studenti, che ognuno interpreta la realtà a partire dalla sua prospettiva, dal suo angolo visuale, dalla sua fede, dai suoi valori. Un professore, un giornalista, un regista, offrono prodotti culturali filtrati dalla loro visione della realtà. E’ impossibili liberarsi di se stessi per raggiungere una verità oggettiva, perché non è dato all’essere umano di avere un visione ampia, dall’alto, comprensiva di tutte le variabili che incidono sulla complessità dei fenomeni. Questa impossibilità, per evitare gli errori, suggerisce l’umiltà dell’intelligenza come condizione non solo etica ma anche epistemologica.

5. Frammentazione del sapere. Una forte specializzazione, necessaria allo sviluppo di competenze settoriali elevate, corre il rischio di frammentare la realtà perdendo di vista il riferimento principale della ricerca, che è la persona umana nella sua interezza (corpo, psiche, intelligenza, anima, affettività…). Il CRP, con le sue diverse attività e grazie all’antropologia integrale cui fa riferimento favorisce la ricostruzione del mosaico complesso della vita, grazie al contributo di tutti, purché ciascuno sia disposto a non assolutizzare il proprio particolare.

6. Individualismo. Il legame tra sapere e carriera pone gli intellettuali in una condizione di competitività senza regole. L’altro appare come il potenziale nemico e i rapporti conflittuali danneggiano la ricerca spassionata della verità. In una visione più collegiale, personalista e comunitaria, si valorizza la bellezza di una comunità di studiosi, che confrontano i diversi punti di vista, correggono le parzialità evidenti, si arricchiscono delle risorse gli uni degli altri.

 

I fini del CRP

Il Centro Ricerche Personaliste é costituito da persone che condividono il valore trainante della cultura e perciò svolgono attività di promozione culturale, senza scopo di lucro, a servizio  della persona, nella convinzione che proprio sulla persona si possa convergere pur provenendo da diverse ideologie e fedi, per individuare e promuovere valori indispensabili alla ricerca di convergenze nella società pluralista. Registrato ufficialmente nel 1985,  il CRP era di fatto già attivo in precedenza, grazie ai rapporti di condivisione che si andavano creando attorno ad iniziative mirate promosse dall’associazione.

Il  Centro Ricerche Personaliste è associazione laica, ecumenica e tuttavia cristianamente ispirata. Non potrebbe contentarsi di fare cultura senza spendersi sui valori. Ma non potrebbe neppure fare della fede, uno stendardo e una barriera. In uno spirito di rispetto delle scelte di ciascuno, l’obiettivo comune è di non occultare la fede quando c’è e di non imporla quando non c’é. Si considera ormai preoccupazione desueta quella di liberarsi di Dio considerato come una imposizione e una sopravvivenza del passato. Oggi si guarda più liberamente l'altra faccia della medaglia, senza timore di essere retrò quando si constata che i tentativi di scardinare Dio dal cuore della donna e dell'uomo non hanno sortito l'effetto desiderato e spesso hanno suscitato una più forte nostalgia. . Coniugare cultura e fede è continuare a sentire il dovere di porre domande a Dio, in maniera sempre nuova, perché nel dialogo creatura-creatore, Dio non diventi un idolo, individualista o collettivista, maschilista o femminista. Sullo sfondo di una reciprocità ogni domanda su Dio è, analogicamente, domanda sulla donna e sull'uomo, e viceversa.

I componenti del CRP sentono il dovere di valorizzare la libertà interpretativa di ciascuno, a tutto campo, secondo la specifica sensibilità e l’orientamento di pensiero, senza pretese dogmatiche, raccogliendo piuttosto sollecitazioni, liberi dal fanatismo, dal relativismo di maniera, dal dogmatismo religioso o laico. Facendo riferimento alla persona si punta soprattutto sulla coerenza tra idee, valori e comportamento come condizione di riconoscimento reciproco, al di là delle differenti scelte individuali, fatte con retta coscienza.

 

 

Caratteristiche del CRP:

·                           La creazione di una rete di persone che mettono il loro sapere a servizio del rinnovamento dei rapporti umani in famiglia, nel mondo della cultura, nella società e nella politica;

·                           La flessibilità nella assunzione degli impegni, in corrispondenza con le possibilità effettive di ciascuna persona e ciascun gruppo

·                           L’autonomia di ciascun gruppo, sia contenutistica che finanziaria, nel rispetto del comune sentire personalista

·                           La ricerca di elementi teorici che nelle diverse scienze delineino il ricorso alla persona e ne consentano l’affermazione nei contesti politici, giuridici, religiosi più diversi.

·                           L’informazione sui problemi della società contemporanea, con ottica locale e internazionale, mirando ad un sapiente discernimento delle informazioni, la raccolta degli studi più in sintonia con gli intenti del personalismo e l’elaborazione di  ricerche mirate, opportunamente divulgate;

·                           L’approfondimento delle categorie culturali, socio-politiche ed economiche che promuovono la dignità della persona, con particolare riferimento a quelle meno avvantaggiate, che soffrono situazioni di ingiustizia;

·                           La formazione permanente

·                         L’obbligo interiore a dare al proprio impegno il valore di una vocazione, senza con ciò sottovalutare eventuali proventi che ne possono derivare

·                         L’attenzione ad armonizzare con coerenza teoria e comportamenti, evitando quelle schizofrenie tipiche di persone di talento che adottano nella vita atteggiamenti contrastanti con le loro convinzioni

·                         La disponibilità a condividere spazi di comunicazione e di scambio delle risorse materiali e immateriali, quali l’amicizia, il sapere, la sensibilità umana, i problemi

·                         La ricerca di riferimenti condivisi tra quanti amano la cultura, indipendentemente dalle appartenenze ideologiche, dal prestigio del loro status sociale, dalle differenze di cultura, di genere, di etnia

·                         L’intento di promuovere nei giovani l’amore per la verità, specie in quelli che guadagnandosi da vivere al di fuori dei sistemi accademici accreditati rischiano di rimanere tagliati fuori dai circuiti culturali innovativi.

 

 

I componenti del Centro Ricerche personaliste s’impegnano a realizzare tali obiettivi attraverso:

 

·                                                      seminari di studio;

·                                                      convegni, tavole rotonde e conferenze;

·                                                      indagini e ricerche;

·                                                      corsi di formazione e aggiornamento;

·                                                      edizione di periodici, riviste culturali e libri, in forma cartacea e telematica, audio o video (DVD);  

·                                                       sito web con news e collegamento in link con altre associazioni;

·                                                      Compartecipazione e \o convenzioni  di sostegno con altri enti pubblici e privati che condividano gli intenti del CRP nello spirito di valorizzazione delle differenze e di educazione alla comprensione reciproca

·                                                      presentazione di progetti di finanziamento europeo, sia come associazione leader sia come partner;

·                                                      gestione di apposita "Sala di Lettura" con biblioteca aperta al pubblico e momenti di incontro e scambio culturale;

·                                                      promozione, organizzazione e gestione di momenti artistici e musicali che esaltino il valore della bellezza.

 

Comitato Scientifico

 

La presidenza del Comitato scientifico internazionale è stata inizialmente affidata al filosofo francese Paul Ricoeur, che ha seguito la nascita e lo sviluppo della rivista nelle sue prime fasi. Alla morte di Ricoeur nel 2005 è stata aqffidata  all'italo-brasiliano Alino Lorenzon, emerito di filosofia dell'Università di Estato di Rio de Janeiro.Attualmente  dal 19 giugno 2010 è stata affidata al prof. Giorgio Campanini, studioso di chiara fama del personalismo italiano e francese.

 Il comitato è composto da 50 studiosi di 11 nazioni di 33 Atenei.

Vi è una rete di collegamento più allargata di amici e corrispondenti, che comprende 73 studiosi di 12 nazioni e di 40 Università. La metafora della rete  sta ad indicare un legame flessibile e aperto tra i componenti a differenza di quelli più strutturati e compatti di un movimento.

 

Riviste: “Prospettiva Persona”  e “La Tenda”

 

La rivista "Prospettiva Persona" nasce nel 1992 a Teramo per iniziativa di Attilio Danese e Giulia Paola Di Nicola, in ideale continuità con la rivista francese "Esprit", nel sessantesimo anniversario della fondazione ad opera di Emmanuel Mounier e con “Progetto Donna”. Si occupa di:
filosofia, bioetica, economia, etica, politica, pedagogia, sociologia, religione, storia delle idee, arte, musica, letteratura, cinema dal punto di vista del bene della persona e lo fa attraverso: studi, dibattiti, confronti, recensioni, interventi, profili, interviste.

Si può dire che Prospettiva Persona mira ad una sorta di ecologia del pensiero, perché si liberi il potenziale di speranza di ogni persona, impedendone l'atrofia nello scetticismo, nel tradizionalismo, nel puro pragmatismo, in ciò che può soffocare quanto di meglio si trova nelle sue aspirazioni.

Nutrire la realtà di ideali, nonostante e oltre il disincanto, è come infondervi l'anima e dunque spingere più avanti, nel proprio ambiente, il tratto di storia che a ciascuna/o è dato di vivere. Non è più questa l'epoca delle manifestazioni plateali, delle rivendicazioni come grido di lotta lanciato sempre e comunque, dell'occupazione delle piazze e delle chiese, delle lamentele sterili e piagnucolose. È tempo di affinare gli strumenti della comunicazione, di assumersi l’onere di valutare opportunamente le condizioni e l'interlocutore/trice, sapendo dosare accelerazione e freni, con strategie mirate, a lungo e medio termine, linguaggi provocatori e flessibilmente concilianti, a seconda delle situazioni, usando il calcolo realista delle possibilità di riuscita. Si richiedono dunque intelligenza e forza, ma anche intuizione e flessibilità, parola e silenzi, antinomie sempre presenti quando si vuole agire senza fare massa, scegliendo da che parte schierarsi o quali sentieri percorrere, con l'umiltà e il coraggio di chi persegue buoni obiettivi senza cedere di fronte agli ostacoli.

 

“La Tenda” è un mensile di informazione e cultura nato a Teramo nel 2003, ad opera di don Giovanni Saverioni e ripreso poi  da A. Danese, direttore responsabile. Attualmente il mensile, che si avvale di una qualificata redazione locale, ha come caporedattore la professoressa Margherita Di Francesco (cf la finestra “La Tenda” nel sito: www.prospettivapersona.it).

 

Le principali rubriche di “Prospettiva Persona”

 

Pensiero e Persona. In questa rubrica vengono proposti approfondimenti su autori che si riconoscono nel filone della filosofia personalista (come Mounier, Maritain, Buber, Rosmini, Sturzo…) o il cui pensiero presenta significativi richiami alla centralità della persona.

Studi.Si propongono studi su autori il cui pensiero viene messo in confronto con la filosofia della persona o approfondimenti su argomenti che attengono alla umanizzazione della vita.

Profili. Si presentano profili di personaggi eccellenti, sul piano del pensiero o del vissuto esistenziale, specie se trascurati dalla cultura dominante, perché possano essere meglio conosciuti e collocati in un contesto culturale e sociale.

Interviste. Si propongono interviste a personaggi, noti o meno noti, attraverso cui far emergere la propria posizione in ordine ai temi cruciali della convivenza e della cultura.

Confronti. Partendo da un tema o da un libro, emersi all'attenzione della opinione pubblica, si mettono a confronto posizioni differenti.

Angolo della musica. E' lo spazio, a cura di Giacomo Danese, riservato a interventi di estetica musicale, di attualità e di storia della musica, allo scopo di offrire una finestra su quanto emerge di nuovo in questo settore.

Angolo del teatro. Curato da Maffino Redi Maghenzani, questo spazio propone prevalentemente piccoli pezzi di teatro, riproducibili anche da laboratori teatrali sperimentali, oltre che informazioni e valutazioni  relative al settore.

Angolo dell'arte. Curata da Giovanni Corrieri, la rubrica offre una panoramica sulle mostre d'arte più importanti, in Italia o all'estero.

Attualità culturale. E' uno sguardo attento agli eventi culturali, quali conferenze, dibattiti, convegni.

“Ricordando”. Si presentano profili di persone scomparse, che hanno avuto rapporto con “Prospettiva Persona” o che hanno dato impulso nella teoria e nella prassi allo sviluppo della cultura personalista.

Corrispondenza. E' lo spazio aperto, riservato ai lettori. Si ricevono e pubblicano lettere firmate e commenti sulle problematiche più diverse, anche con prospettive contrapposte.

        Recensioni e segnalazioni. Si ospitano recensioni e segnalazioni (più ridotte) di libri di recente pubblicazione, per consentire ai lettori di orientarsi nel vasto campo della pubblicistica contemporanea.

 

“Prospettiva Donna”

 

Prospettiva Donna nasce nel 1992 unitamente a "Prospettiva Persona". Si pone in continuità ideale con "Progetto Donna", un movimento culturale di donne, fondato in Italia da Tina Leonzi nel 1982, cui si sono aggiunti via via i nomi migliori della intellighentia femminile cattolica[3]. Le difficoltà economiche e la scomparsa di alcune tra le protagoniste di questo gruppo hanno portato  da una parte Marisa Bellenzier a continuare a promuovere convegni periodici di Progetto Donna e dall'altra il Centro Ricerche Personaliste, a produrre "Prospettiva Donna", a cura della sottoscritta, focalizzata sulle problematiche di genere.

Prospettiva Donna rappresenta uno strumento di mediazione fra il livello culturale impegnato e le tante donne delle associazioni, gruppi e movimenti, di solito diffidenti o disinteressati o poco informati nei confronti delle tematiche specifiche delle donne. "Prospettiva Donna" é aperta ai contributi di uomini e donne di diversa provenienza e appartenenza culturale e religiosa, disposti a leggere la realtà “ a due voci”, nel rispetto reciproco Tuttavia essa segna in particolare la ripresa culturale del mondo cattolico femminile, il cui impegno serio emerge dal sommerso, nel dialogo sereno con tutte le forze culturali e sociali, ma anche nella piena dignità del proprio filone, offrendo una visione attenta ed equilibrata della condizione femminile e della riflessione sui temi delle relazioni di genere.

Sin dal primo numero della rivista, qualunque argomento sia stato affrontato, che fossero i temi e i profili del personalismo europeo, africano e mondiale o i problemi dello sviluppo e del femminismo, l’obiettivo è stato quello di mettere al centro i rapporti tra uomini e donne, considerando questo aspetto che lega differenza e uguaglianza, il cuore dell’antropologia. Chi si riconosce in questo impegno si sente sollecitato a pensare la differenza sullo sfondo della reciprocità, senza enfasi e trionfalismi, ma anche senza timidezze.

In questa ottica senza andare a rimorchio dei temi altrui, mira a raccogliere  e valorizzare ciò che il positivo della cultura contemporanea e a porre sul tappeto temi nuovi proposti al confronto con voci diverse. Il confronto è interdisciplinare, intra ed extraecclesiale. Le sfide da raccogliere sono molte e decisive per il futuro dell'umanità: pace, famiglia e politiche familiari, maternità, sofferenza, povertà, nuove acquisizioni nel campo della bioetica e della tecnologia, teologia al femminile, ecologia, nuovi modelli di sviluppo, uso equilibrato delle risorse, organizzazione del mondo del lavoro, potere, non violenza.


        Sala di lettura

 

La sala di lettura (inaugurata il 20 dicembre 2001), situata in centro storico a Teramo, affidata alla direzione della Prof. Modesta Corda, é un centro di promozione culturale, di incontri e di raccolta di materiali culturali (libri e riviste) messi a disposizione di studenti, studiosi, insegnanti e quanti possono essere interessati.

La biblioteca, affidata a dei volontari che la tengono aperta, si mettono a servizio degli utenti e catalogano i libri (responsabile: Marisa Adamoli), comprende attualmente  circa 10.000 volumi, soprattutto di orientamento personalista. Il nucleo fondativo è costituito dal Fondo Danese-Di Nicola, a cui si aggiungono circa 500 volumi all’anno, acquistati o che arrivano per recensioni e segnalazioni alla rivista “Prospettiva Persona”.

I volontari, circa 10 professionisti, collaborano all’animazione di questo spazio con iniziative di carattere culturale, incontri con autori e con rappresentanti istituzionali, dibattiti, letture d'autore, cineforum, concerti, momenti vari di socializzazione.

 

 

Collaborazione con l’Università Popolare

 

Il Centro Ricerche Personaliste è con fondatore e coopera con l’Università Popolare Medioadriatica, che organizza corsi di formazione permanente diretti particolarmente, ma non solo, a persone avanti negli anni, mettendo a disposizione, oltre ai locali, competenze culturali e organizzative.

 

  Laboratorio Pedagogico

 

Il Laboratorio Pedagogico approfondisce i temi della formazione e offre un servizio di aggiornamento agli insegnanti di ogni ordine e grado nel campo della nuova didattica, approfondendo e valutando i mutamenti in corso. Più in generale intende favorire la formazione permanente. Pubblica testi pedagogici in una apposita collana collegata alla rivista: “Prospettiva Persona”.

 

Laboratorio Eiréne

 

Nell'ambito delle attività del Centro Ricerche Personaliste, il Laboratorio Eirene si occupa di musica e teatro. E’ coordinato da Carla Ortolani, docente di violoncello e musicologa. Oltre alla ricerca (recentemente è stato pubblicato un libro sull’attività compositiva di Adorno[4]), si organizzano concerti e lezioni-concerto, seminari, dibattiti. Una particolare attenzione viene posta alla diffusione della cultura musicale italiana nei suoi legami con la musica di diversi paesi e ai Concert-theatre, forme artistiche che valorizzano la sintonia tra note e parole con testi di particolare intensità emotiva e culturale e musiche originali.

Tra le iniziative di musica e teatro, ricordiamo:

* Un'aureola per due, uno spettacolo sulla coppia Maria Corsini e Luigi Beltrame, vissuti a Roma nella prima metà del Novecento (contatti: g.danese@uniroma3.it)

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-        * Simone Weil:
Abissi e vette, sul profilo e il pensiero di Simone Weil, una donna, rivoluzionaria, filosofa e mistica del Novecento europeo (contatti: silvia.spinoso@eun.org)

 

 

* Mounier: un rivoluzionario testimone, Concert-theatre dedicato al fondatore del personalismo e presentato per la prima volta a Roma nell’Aprime 2005.

 

 

 

Ignazio Silone.  una coscienza inquieta[5], dedicato a  un personaggio “scomodo” della politica, della letteratura e del pensiero europeo del Novecento



Gli spettacoli teatrali, molto apprezzati da ogni tipo di spettatore, consentono di raggiungere un pubblico vasto, di diffondere la conoscenza di personaggi chiave del personalismo e di offrire al maggior numero possibile di spettatori, temi di notevole spessore  culturale, solitamente riservati a persone con livello di istruzione medio-alta.

 

 



[1] Cf A. Danese- G. P. Di Nicola, . Religione cristiana e società, in Il ruolo socio-politico della religione nel giovane Hegel, Patron, Bologna 1977. G. P. Di Nicola, Interazione, lavoro e società , Università, Teramo 1979; A. Danese.Il cammino verso l'eticità in Hegel , EIV, Teramo 1975; Pensiero dialettico e società occidentale. Hegel e le scienze sociali, Ist.S.S., Teramo 1979.

2. Cf A. Danese, Unità e Pluralità. Mounier e il ritorno alla persona, pref.di Paul Ricoeur, Città Nuova, Roma 1984, pp. 294; questo libro ha ricevuto il Premio internazionale "E. Mounier" 1985; ID., La questione personalista. Mounier e Maritain nel dibattito per un nuovo umanesimo  (a cura di), Città Nuova, Roma 1986; G. P. Di Nicola- A. Danese, Ethique et personnalisme,  Ciaco éd., Louvain La Neuve 1989, 1-66,  2 éd. hors commerce Teramo 1992.

 

[3] Tra i primi componenti:  Gianna Campanini, Marisa Bellenzier, Maria Dutto, Wilma Preti, Elisabetta Fiorentini, Albertina Soliani, Tina Anselmi, Ida Bozzini, Maria Luisa Cassanmagnago Cerretti, Sandra Codazzi, Paola Colombo Svevo, Cettina Militello, Claudia Zanon Gilmozzi, Renata Livraghi, Carla Ricci, Giulia Paola Di Nicola.

 

[4] Cf G. Danese, Adorno. Il compositore dialettico, Rubbettino, Soneria Mannelli 2008.

[5]  I testi degli spettacoli teatrali sono stati scritti da R. Maffino Maghenzani e le musiche da G. M. Danese. I testi sono liberamente ispirati ai libri:  Cf G. P. Di Nicola- A. Danese, Un’aureola per due, Effatà, Cantalupa 2001 (versione francese: Une aureole pour deux, Emmanuel, Lyon 2004. Esiste anche la versione polacca).; Id., Abissi e vette. Il percorso spirituale di Simone Weil, Libreria Editrice Vaticana, Roma 2002 (versione portoghese: Simone Weil. Abismos e apices, Lodola, Sao Paulo 2003). E’ in via di realizzazione ad opera degli stessi Maghenzani e Danese  uno spettacolo su Silone. Sullo stesso autore si veda: Ignazio Silone. Percorsi di una coscienza inquieta, Fondazione Ignazio Silone, L’Aquila 2006 (versione portoghese: Ignazio Silone. Percursos de uma cosciéncia inquieta, Mosterio da Santa Cruz, Juiz de Fora 2005)