Simone Weil a Giulianova (Stefania Fuscagni)


GIULIANOVA PER SIMONE WEIL - A Sala Trevisan   ConcerTheater  "Abissi e Vette" sulla figura e sul pensiero della filosofa francese nel centenario della nascita

Stefania Fuscagni,
vicepresidente Commissione Cultura della Regione Toscana

Angelo Petrone (attore) , Sandra Buongrazio (soprano) Maria Rosaria Olori (attrice) Silvia Spinoso (Aiuto alla regia) , Samuele Danese (viola) Giacomo Maria Danese (pianoforte – direzione musicale) 

da sinistra Angelo Petrone (attore) , Sandra Buongrazio (soprano) Maria Rosaria Olori (attrice) Silvia Spinoso (Aiuto alla regia) , Samuele Danese (viola) Giacomo Maria Danese (pianoforte - direzione musicale)

 

       Irrompe dal '900 con la forza e l'efficacia comunicativa che è propria di un ConcerTheater - nell'accostare parola significante e musica - la 'persona' Simone Weil. Succede nello spettacolo "Abissi e vette, Simone Weil" di M. R. Maghenzani e G. M. Danese, dove il pubblico viene colto e coinvolto di sorpresa e che il 28 dicembre 2009 ha visto, a Giulianova, la sua decima rappresentazione nell'anno del centenario della nascita della filosofa francese.

       Grazie anche alla scelta di far precedere la rappresentazione da un dialogo tra due appassionati studiosi della Weil - Giulia Paola di Nicola e Attilio Danese - che hanno saputo introdurre gli ascoltatori nel complesso mondo di una "donna di pensiero e di azione", che si è resa interprete dei drammi e delle ricchezze di un secolo in prima persona, senza esserne protagonista visibile.

Un'esistenza immersa, quasi bruciata, nella tensione a consegnare un "deposito di oro puro da conservare" e non - pur potendolo per le relazioni sociali - a produrre quella sorta di 'panìco per uccelli' che tanta intellettualità engagé ha propinato a piene mani. "Il mondo è nato, soffia - vento - perché esista!" grida Simone che, il mondo - cioè la realtà, lo cerca sulla sua pelle di intellettuale operaia, insegnante, rivoluzionaria, adottando come criteri di comportamento dolci e spasmodici desideri quali: verità, giustizia, purezza, attenzione e una sola e vera barra: la realtà. Simone nell'epoca delle ideologie, di cui vede i terribili guasti, teme ed aborre l'astrattezza.

Tutto ciò vien detto o meglio comunicato nel prologo dello spettacolo affidato alle parole di Maghenzani e alle note di Giacomo Danese che disegnano l'orizzonte vitale e culturale della Weil che verrà tratteggiato, direi rappresentato, nello spettacolo che vede un dialogo tra le voci recitanti (Maria Rosaria Olori e Angelo Petrone), le punte passionali e conclusive del soprano (Sandra Buongrazio), il cesello della viola che chiosa il racconto di una vita (Samuele Danese). L'arte con l'arte per 'quel' pubblico evocato, nel pensiero e nelle parole della Weil come l'altro attore dello spettacolo. Non a caso, secondo Weil, l'opera d'arte completa è fatta di musica, parola, architettura e 'pubblico'. Si sente e si ascolta l'opera d'arte,  si vive, si osserva, rigorosamente nella 'verità'. E lo spettatore ne è preso e intuisce - come Simone sostiene - che, se veramente lo vuole, tutto ciò è alla sua portata. Uno spettacolo che continua a crescere come osserva il regista Redi Maghenzani.

 

Stefania Fuscagni, vicepresidente Commissione Cultura della Regione Toscana


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