A Milano il giorno della nascita di Simone Weil: 3 febbraio 2009


Dalle mail di Carla e Antonio Pagliarulo di Milano dopo lo spettacolo al Centro Asteria del 3 febbraio 2009 - anniversario della nascita di Simone Weil (1909-2009

         «Il grido di Cristo e il silenzio del Padre compongono insieme la suprema armonia di cui ogni musica non è che l'imitazione».  Felice imitazione è Abissi e vette, spettacolo caratterizzato dall'armonica compresenza di note, gesti, parole.  (...) La Verità - quale argomento e materia della Giustizia - si manifesta scopo ultimo della ricerca condotta dalla Weil fin dalla giovane età; e se in vita fu "scomoda" a tanti uomini di cultura (che si sentivano denudati dalla  sua purezza intellettuale) ora non tace; e ancora incessantemente invita a cercare rivelando che quella Verità (di cui a tredici anni si sentiva indegna) è in realtà accessibile a tutti mediante la chiave dell'Attenzione. E che attenzione al Centro Asteria per Abissi e vette, un pubblico giovane disposto - secondo i canoni dell'attenzione weiliana -  a spostare il proprio pensare per accogliere l'esperienza della filosofia francese, atto abbondantemente ripagato dalle note di un minuetto di Mozart eseguite da G. Danese in apertura fino all'ultima frase, parola, sillaba pronunciata: «Vieni, siedi, mangia». E' l'invito al banchetto nuziale (...) invito accogliente. (...). Simone Weil si spense in compagnia di "Nessuno" (Tutto?): il sussurro della speranza ha aleggiato in tutto lo spettacolo perché Simone continua a vivere. (Carla Pagliarulo)

         Si legge sul Dhammapada - raccolta di versi del Buddha: "Squarciato il velo  dell'inconsapevolezza,  dall'alto della torre della saggezza il saggio contempla l'umanità sofferente come chi dalla vetta di una montagna guarda verso gli abitanti della pianura. Attento fra i distratti, desto fra i dormienti, il saggio si stacca dalla massa come un veloce cavallo da corsa." (...) "Il bhikshu che ama la consapevolezza e teme il sonno dell'inconsapevolezza non può ricadere nell'illusione. Ha trovato la via verso la liberazione.".Parafrasando penso a Simone Weil che, sempre in ricerca della Verità, non poté resistere ai modi di fare dei suoi contemporanei, se ne distaccò e agì con purezza per il resto dei suoi giorni; agì con purezza come chi abita  in un altro mondo e non vuole più scendere in quello dell'illusione, dell'inconsapevolezza. Stette così scomoda quaggiù e la ringrazio d'aver vissuto come ha fatto, d' aver deciso liberamente di vivere anziché di transitare per il mondo con le spoglie mortali; la ringrazio anche perché la sua vita ha suscitato questo Concertheater che mi ha fatto tanto bene e ci invita ad essere puri, a perseguire la Verità, a desiderarla con l'intuizione, a sperarla dietro ogni Bellezza, a viverla donando i propri talenti.  (...).

Un cammino di Abissi e Vette, buio e luce, sfumature dello stesso Amore. Il dolore per il dono completo di sé non è più dolore: è amore!". (Antonio Pagliarulo)


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