Invito per Salotto culturale del 23 Marzo 2016: Meditazione musicale DEDICATA ALLE VITTIME DI BRUXELLES

 

 

 CONCERTO  Meditazione musicale DEDICATO ALLE VITTIME DI BRUXELLES

 

 

 

 

“Passio Domini” Programma
“in Coena Domini”
Antifona ad offertorium Missa in Coena Domini, Ubi caritas (gregoriano)
Gjeilo O. (1978), Ubi caritas (v.f.) (il brano verrà eseguito a conclusione delle meditazione
musicale)
T. L. da Vittoria (1548 – 1611), Iudas mercator pessimus
Quintum responsorium, Feria quinta in Coena Domini
T. L. da Vittoria (1548 – 1611), Una hora
Octavum responsorium, Feria quinta in Coena Domini
“in Passione Domini”
T. L. da Vittoria (1548 – 1611), Tenebræ factæ sunt
Quintum responsorium, Feria sexta in Passione Domini
T. L. da Vittoria (1548 – 1611), Iesum tradidit impius
Octavum responsorium, Feria sexta in Passione Domini
Tartini G.(1692 – 1770), Stabat Mater
“Sabbato Sancto”
Asola G. M. (1532 1609),
O vos omnes
Quintum responsorium, Sabbato Sancto
T. L. da Vittoria (1548 – 1611), Aestimatus sum
Octavum responsorium, Sabbato Sancto

 


I responsori del Triduo Pasquale: note liturgiche e musicologiche
La liturgia del triduo Pasquale nella quale ritroviamo i canti responsoriali è il centro del
Mistero di Cristo e della Chiesa e quindi il centro dell’Anno Liturgico. I testi responsoriali
narrano della Passione, della Morte – Sepoltura e della Risurrezione del Signore. Più in
dettaglio i Responsori del Triduo Pasquale eseguiti in “gregoriano” sono le preghiere del
Mattutino del Giovedì Santo, del Venerdì Santo e del Sabato Santo. Il Mattutino, ispirato
dal “simbolismo ternario” (…”ternaria signant misteria Trinitatis”…) quindi espressione del
Dogma Cristiano della Trinità, è la prima in senso temporale delle otto ore canoniche poiché si
canta nelle primissime ore del giorno. E’ costituito da tre notturni ognuno dei quali a sua
volta consta di tre antifone e relativi salmi, di tre Lezioni e tre Responsori. Le lezioni sono
letture sacre che nel mattutino del triduo sacro (Giovedì Santo, Venerdì Santo e Sabato
Santo)hanno la struttura che segue: lezioni del primo notturno: brani tratti dalle
Lamentazioni del Profeta Geremia; lezioni del secondo notturno: brani tratti dal trattato di
S. Agostino a proposito dei Salmi; lezioni del terzo notturno: epistole dell’Apostolo Paolo ai
Corinzi e agli Ebrei; L’analisi musicologica non può prescindere dal significato Liturgico.
Nella tradizione musicale il canto cui vengono affidati i testi liturgici è noto come canto
gregoriano ma sarebbe più corretto definirlo “Romano Franco” perché frutto di un progetto,
religioso ma anche politico, che vide attori la Chiesa di Roma e i monarchi Carolingi.
Definitosi negli ultimi secoli del primo millennio, riordinava i vari repertori liturgicomelodici
locali ,frutto di una pratica secolare orale, imponendo da una parte una “unicità rituale
liturgica” di derivazione Romana e dall’altra l’uso di melodie prevalentemente dell’area
Gallicana. L’affermazione delle prime forme notazionali facilitò il diffondersi di un
repertorio unico confortato anche dalla pratica dell’ insegnamento che avveniva nelle “Scholae
Cantorum”: una ideazione dei Vescovi Carolingi vero germe della moderna coralità. Il rigore
della Liturgia quindi determinava il rigore dell’esecuzione musicale. E’ possibile quindi
individuare vari generi: la cantillazione (declamazione su una corda di recita costituita da
una nota principale ripetuta con poche altre aggiunte all’inizio e alla fine di ogni semi verso)
che era predestinato all’esecuzione salmodica, il canto antifonale di natura melodica ma
estremamente semplice ed infine il “responsorio prolixo”. In quest’ultimo si ha che il testo
liturgico viene affidato ad una melodia molto complessa che si può definire, per la sua natura
di fiorire le sillabe di una parola con un numero elevato di note, “canto ornato”. Non è quindi
casuale il fatto che proprio i Responsori Gregoriani abbiano suggestionato i grandi polifonisti
del Rinascimento a comporne nel genere polifonico. Essi perdono in tale caso la loro natura di
canto – preghiera ed divengono lo spunto di un genere che si potrebbe definire “concerto
spirituale” perché ispirati dalla Liturgia ma eseguiti in un contesto extraliturgico. La
struttura metrica sia del Responsorio Gregoriano che di quello polifonico è del tipo A,B,C,B.
La parte C è il versetto che, affidato al solista in gregoriano, nel genere polifonico compete ai
solisti oppure ad un gruppo ristretto di cantori.