Salotto culturale dell'8 novembre ore 18 in Sala di Lettura

Pubblicato il 05-11-2007

GIOVEDI 8 Novembre ore 18

Il secondo appuntamento  del Salotto culturale 2007 , sessione autunnale

 giovedì 8 novembre alle ore 18

riguarda il ciclo Logos e Mythos a cura di Emilia Perri.

Il primo mito che sarà illustrato riguarda Chronos, il tempo.

 Approfondimento Cronos, che i latini identificarono con Saturno, era il più giovane dei Titani; prese per sposa Rhea, nota anche come Cibele, nome della dea frigia chiamata "Madre degli dèi" o la "Grande Madre". Ebbe molti figli: Hestia o Vesta, Demetra o Cerere, Hera o Giunone, Hades o Plutone, Poseidone o Nettuno, Zeus o Giove. Un oracolo aveva predetto a Cronos che uno dei suoi figli lo avrebbe spodestato e dopo quanto era capitato ad Urano, l'oracolo era ben credibile. Non potendo uccidere i suoi figli, in quanto come divinità immortali, appena nati li ingoiava. Cronos, che più tardi sarà assimilato con Chronos, il Tempo, era nato come mito per spiegare i cicli dell'anno agricolo e gli aspetti connessi alla fecondità e successione del regno; finirà poi, per assumere un nuovo significato: il tempo che divora tutte le cose che egli stesso ha creato. Rhea Cibele, non potendo sopportare la fine di ogni suo figlio, quando seppe di aspettare un altro figlio, discese dal cielo e si nascose in una profonda caverna, Ida, nell'isola di Creta. Qui diede alla luce Zeus, che affidò alle cure delle ninfe; poi risalì al cielo portando al marito, invece che un neonato, una pietra avvolta in fasce, che Cronos subito inghiottì. Una volta divenuto grande Zeus salì al cielo e costrinse il padre a bere un emetico, che gli fece rigettare i cinque figli che aveva inghiottito, poi lo detronizzò e prese il suo posto di re degli dèi. Sembra che Cronos originariamente fosse un dio dell'agricoltura; questa la ragione per cui i romani lo identificarono con Saturno, il dio italico delle seminagioni. Secondo la mitologia romana, Saturno, quando fu cacciato da Zeus, si rifugiò in una contrada su cui regnava il dio Giano: questo dio divise generosamente il suo regno con Saturno, che in compenso insegnò alla popolazione del luogo, ancora selvaggia, l'arte di lavorare i campi e la civiltà, rendendola così felice e prospera che gli anni del suo regno vennero chiamarti "l'età dell'oro". Dell'età dell'oro si raccontano cose bellissime: gli uomini si consideravano tutti fratelli e avevano tutte le cose in comune, senza invidie e gelosie, vivendo in serena pace e liberi di ogni paura. Da Saturno l'Italia ebbe il nome di Saturnia; i romani, in riconoscenza dei tanti benefici ricevuti da questo dio, celebravano ogni anno, il 17 dicembre e per sette giorni consecutivi, le feste chiamate Saturnalia.


© Centro Ricerche Personaliste di Teramo