Lunedì 14 maggio al salotto culturale "Maschile e femminile.Identità intercambiabili?"

Lunedì 14. V.2012 ore 17,45  presso la Sala “Prospettiva Persona” continuano gli Incontri del Salotto Culturale  in Via N. Palma, 33 - Teramo  con  la conferenza dibattito “Maschile e femminile. Identità intercambiabili?”. Relatori una coppia di medici, consultori del Pontificio Consiglio della Famiglia e docenti:

Dina Nerozzi e Gaetano  Frajese,  Università di Roma Torvergata

 

La cittadinanza è invitata

Approfondimento

 !Cosa significa, per un uomo, essere maschio? E per una donna, essere femmi­na? Il mondo contemporaneo è attraversato da un tentativo di ricomprendere la questione del genere. Essere maschio da un punto di vista biologico è un dato non contestabile. Esattamente lo stesso si può dire dell'essere femmina. Sono tratti caratterizzanti l'identità sessuale di una persona. Eppure, il genere è qualcosa di più rispetto alla connotazione sessuale in quanto comprende considerazioni di ordine simbolico, sociale, culturale e relazionale. La ma­scolinità è il modo in cui un uomo percepisce il suo essere uomo e lo vive in relazione al mondo, anche femminile. D'altro canto, la femminilità è il modo in cui una donna pensa e vive il suo essere donna in relazione al mondo e agli uomini.Se un tempo anche non troppo remoto il genere aveva un profilo abba­stanza delineato (e molto spesso distorto), oggi la mascolinità e la femminilità sono contenitori linguistici e culturali in cui non si sa più bene cosa ci sia dentro. Il genere non è più pensato come qualcosa di statico e di dato una volta per sempre. Al contrario, esso assume un carattere mobile, intercambiabile e reversibile. Le declinazioni della mascolinità (uomo, marito, padre) e le funzioni sociali ad essa associate sono molte incerte e quasi del tutto sovrapponibili a quelle della femminilità (donna, moglie, madre). I con­fini tra le due appaiono labili, se non del tutto rimossi. L'uomo si riflette in un'immagine frantumata di mascolinità, la donna si specchia in un vissuto di femminilità dai contorni sempre più informi. A ciò si aggiunga la crescente accettazione dell'omosessualità che si configura come un genere sfuggente rispetto all'uno e all'altro.Oltre all'identità del genere in sé stesso, anche la relazione tra generi costituisce problema. La radicale messa in discussione del secolare predominio del genere maschile   su quello femminile ha valicato la giusta condanna degli abusi e delle violenze perpetrati sulle donne in nome della supremazia maschile. La necessaria denuncia delle prevaricazioni maschili sulle donne si è trasformata nel tentativo di sovvertire l'ordine simbolico legato ad una de­finizione di mascolinità e di femminilità che preveda uguaglianza di valore ma distinzione di ruoli. L'essere maschio dell'uomo e l'essere femmina della donna non sembrano rientrare nel linguaggio del “politicamente corretto”, soprattutto per quel che riguarda le peculiarità di un genere rispetto ad un altro. Il discorso sempre più diffuso sulle “pari opportunità” risente molto della sostanziale indistinzione dei ruoli legati al genere. In sostanza, tutti pos­sono fare tutto: i maschi le cose femminili, le donne quelle maschili. In più, individuare cosa sia prettamente maschile e cosa specificamente femminile è diventato un rebus senza soluzione”

 

Estratto da Leonardo Chirico, in www.ifeditalia.org/studiditeologia_nuovo/sdt028/index.htm