Mercoled? 31 maggio 2006: Libro in vetrina: Silone.Percorsi di una coscienza inquieta

Il Premio Teramo
in collaborazione con
Il Salotto culturale 2006
col Contributo della Fondazione Tercas
 
mercoledì 31 maggio 2006 - ore 18,00
presso la Sala Consiliare del Comune di Teramo
presenta il libro
 
Silone. Percorsi di una coscienza inquieta
ed. Fondazione SIlone, L’Aquila 2006
 
 

 
 
Intervengono
Luigi Ponziani, direttore della Biblioteca provinciale
Rosanna DiLiberatore, assessore alla cultura della Provincia di Teramo
Mauro Di Dalmazio, assessore alla cultura del Comune di Teramo
 
 
Gli autori
GIULIA PAOLA DI NICOLA,  già docente  di sociologia  presso l’Università di Teramo e attualmente docente di Politica sociale  all’Università di Chieti e di antropologia della reciprocità presso la Pontifica Università Salesiana, saggista. Svolge un’intensa attività culturale in Italia e all’estero sulle problematiche relative alle  scienze e alla spiritualità del matrimonio, alla questione femminile, al rapporto tra personalismo e sociologia. Co-dirige la  rivista “Prospettiva Persona” (con all’interno l’inserto “prospettiva Donna”) e le collana “Scienze del matrimonio”, “Ponti” presso la casa editrice Effatà (Torino), unitamente ad Attilio Danese. Collabora con le riviste: “La Famiglia” (Brescia); “Famiglia oggi” (Milano), “Scuola Italiana Moderna” (Brescia), “Intams Review” (Bruxelles). E’ membro dell’Accademia Internazionale INTAMS per gli studi sulla coniugalità a Bruxelles.
Questi i volumi più significativi:
Donne e politica: quale partecipazione?, Città Nuova, Roma 1983
Gli emarginati dalla politica. Crisi della rappresentanza, Solfanelli, Chieti 1985
Uguaglianza e differenza. La reciprocità uomo-donna,,Città Nuova, Roma 1988, tr. spagnola Igualidad y diferencia. Reciprocidad hombre-mujer, Narcea, Madrid 1991, 2000.
Ethique et Personnalisme, Université catholique de Louvain, Ciaco éditeur, Louvain la Neuve 1989
Il tempo dell’utopia. Itinerari al femminile: simboli, realtà profezie,  (a cura di), Dehoniane, Roma 1992
I figli degli emigrati. Emigrazione di ritorno e reinserimento scolastico, ANFE, Deltagrafica, Teramo 1992.
Nostalgia di Antigone, ed. Andromeda, Colledara 1998
Donne in Chiaroscuro, Demian, Teramo 1999
Per un’ecologia della società. Problemi di sociologia, Dehoniane, Roma 1994;
Il linguaggio della madre. Aspetti sociologici e antropologici,  Città Nuova,     Roma 1994
Infanzia maltrattata tra lusinghe e inganni,  Paoline, Milano 2001
Simone Weil. Azione e contemplazione, (a cura di) insieme a M. C. Bingemer, Effatà, Cantalupa (To) 2005
 
 
ATTILIO DANESE, docente di Sociologia dell’educazione presso la SISS dell’Università di Chieti. Svolge un’intensa attività culturale in Italia e all’estero sulle problematiche relative al rapporto tra persona ed educazione, etica e politica, alla filosofia personalista e alle  scienze della famiglia e del matrimonio.
Ha fondato e dirige il Centro Ricerche Personaliste. Dirige la  rivista “Prospettiva Persona” (Edigrafital, Teramo) e le collane “Scienze del matrimonio”, “Ponti” presso la casa editrice Effatà (Torino), "Sulla soglia" presso l’editore EPS di Roma,  unitamente a Giulia Paola Di Nicola. Componente del Comitato di consulenza tecnica scientifica sull’educazione alla cittadinanza europea dell’INDIRE - Firenze, è membro del Direttivo dell’Accademia Internazionale INTAMS di Brussels.
Volumi più significativi:
Il cammino verso l’eticità in Hegel , EIV, Teramo 1975
Unità e Pluralità. Mounier e il ritorno alla persona, pref.di Paul Ricoeur, Città Nuova, Roma 1984. Premio internazionale "E. Mounier" 1985
 Riscoprire la politica. Storia e prospettive, Città Nuova, Roma 1989, 19922 
Cittadini Responsabili. Questioni di etica politica, Dehoniane, Roma 1992.
L’io dell’altro. Confronto con Paul Ricoeur  (a cura di), Marietti, Genova 1993
Persona, comunità e istituzioni. La dialettica ricoeuriana della giustizia  (a cura di ),  ECP, Firenze 1994
 Il Federalismo. Cenni storici e implicazioni politiche,  Città Nuova, Roma 1995
Laicità e religiosità in Ignazio Silone (a cura di), Edigrafital, S. Atto (Te) 2001
Educare è comunicare, in coll. con Angela Rossi, Effatà, Cantalupa (To) 2001.
 Non uccidere Caino, Paoline, Milano 2002
 
  Molti i testi scritti a quattro mani, tra cui:
 
Il papa scrive. Le donne rispondono  (a cura di) , Dehoniane, Bologna 1996
Amici a vita. La coppia tra scienze umane e spiritualità,  Città nuova, Roma 1997 e Effatà, Torino 2000 (già edito nel 1997 da Città Nuova)
L’amico discreto. Lo Spirito santo rafforza e vivifica l’amore coniugale, Effatà, Torino 1998.
Il maschile e la teologia  (a cura di), EDB, Bologna 1999 
Il maschile a due voci. Il padre, il figlio, l’amico, lo sposo, il prete (a cura di), Manni, Lecce 1999.
Nel grembo del Padre. Genitori e figli a sua immagine,  Effatà,  Torino 1999
Verginità e matrimonio, S. Paolo, Milano 2000.
Amore e pane. Eucaristia in famiglia, Effatà, Torino 2000
Lei & Lui. Comunicazione e reciprocità , Effatà, Torino 2001.
Un’aureola per due. Maria Corsini e Luigi Beltrame Quattrocchi,   Città Nuova, Roma, 2002, Effatà, Torino 2004
 Abissi e vette. Il percorso spirituale e mistico di Simone Weil, Lib. Ed. vaticana, Città d. Vaticano 2002.
Con o senza Dio? Per una spiritualità della relazione coniugale (in coll. con A. Danese), Effatà Editrice, Cantalupa (TO) 2005, seconda edizione, Città nuova, Roma 2006..
Perdono…per dono. Quale risorsa per la società e la famiglia (in coll. con A. Danese), Effatà Editrice, Cantalupa (TO) 2005.
Silone. Percorsi di una coscienza inquieta, in coll. con G. P. Di Nicola, prefazione di Aldo Forbice, Fondazione Silone, L’Aquila 2006, tr. Portoghese: Publicaçoes monasticas, Rio de Janeiro 2005.
A…come Adolescenza. Dizionario per Genitori, San Paolo, Milano 2007.
Rimotivare il Matrimonio. Elementi di sociologia della famiglia, Effatà, Cantalupa (To) 2006.

 
Contenuto
 
Dalla Prefazione di Aldo Forbice: « Ignazio Silone è indubbiamente uno degli intellettuali più affascinanti del Novecento. Come scrittore è certamente fra i più conosciuti nel mondo. Le sue opere …. sono state tradotte in tutte le lingue. Nel bellissimo saggio di Giulia Paola Di Nicola e Attilio Danese si ripercorre l’itinerario privato dello scrittore, con le sue sofferenze, le difficili e sofferte scelte culturali  ed esistenziali».
 
Grazie alla Fondazione Silone dell’Aquila, esce in Italia un nuovo libro su Silone, dopo essere stato già pubblicato in Brasile nel 2005. Dopo la bagarre circa la coerenza politica dello scrittore abruzzese, il libro aiuta i lettori a ritrovare il rapporto con l’uomo e con lo scrittore, passando attraverso i meandri della sua anima tormentata, “allo sbaraglio”, della sua dimensione più privata e affascinante, passata per il vaglio di vicende tormentate sul piano personale e politico: l’emigrazione e la precoce morte del padre, il terremoto e la morte della madre, il vagare da un istituto all’altro, l’incontro con don Orione, la scelta della “piazza” piuttosto che della sagrestia, il rapporto con i cafoni e la politica, quello affettivo con le donne della sua vita nel bel mezzo di conflitti politici e sociali particolarmente complessi... Guardando questa vita inquieta dal di dentro, le cose s’illuminano di una particolare intensità umana.
Il lettore viene aiutato a ricollegare il vissuto esistenziale  con l’attività letteraria di Silone, presentato come un uomo che matura nel tempo, ingigantito dalla tragicità dell’esperienza vissuta, dalla sofferenza per il male subito ed eventualmente inflitto. Non contano in questa prospettiva gli eventuali errori commessi: «Il passato, con le profonde ferite che ci ha lasciato – ha scritto Silone -  non deve essere per noi un motivo di debolezza. Non dobbiamo lasciarci demoralizzare dalle colpe, dalle ignavie, dalle sciocchezze dette o scritte. A partire dal momento che la nostra volontà è pura, una nuova forza può nascere proprio dal peggio di noi stessi. “Etiam peccata”» (US, 878). Viene in luce soprattutto la capacità di fare tesoro della sofferenza, come la nonna Vincenza, la quale “conosceva l’arte di ingoiare amaro e sputare dolce”.  
     Leggendo le pagine di questo libro, attraverso le lettere, i passaggi più “autobiografici” dei libri, le confessioni agli amici, i lettori confermano quanto Silone stesso scrive: “La regola cristiana del riconoscersi nell’altro è certo uno dei valori fondamentali della vita, forse non il solo né l’estremo, ma è uno di quei valori visibili: insomma è già una risposta, non è solo una domanda. Mi attengo a quel valore: già per mia natura io non odiai nessuno, non odiai Mussolini pur combattendolo e non odiai Togliatti che mi combattè. Ma ora, con l’età avanzata, vado sempre più avvicinandomi a una comprensione per tutti, e forse pè già un traguardo intermedio. Si acquista con gli anni e col dolore. Meditandovi su, naturalmente; poiché non basta sommare anni e dolore”(1972).
Gli autori mettono in evidenza la radicata sensibilità cristiana, rafforzata nell’adolescenza dall’incontro con Don Orione e nello stesso tempo la decisa scelta di laicità. Silone era convinto che dentro o fuori della Chiesa, Dio Padre offra a tutti la possibilità di ricevere la Grazia gratis data (Gli aveva detto don Orione: «E ricordati di questo: Dio non è solo in Chiesa…»). Nel testo si riporta la lettera di Darina, la moglie di Silone, inviata a Danese e Di Nicola per il convegno di Teramo: “Silone (come Simone Weil d’altro canto, al pensiero della quale si legò molto dopo che nel ’50 gli regalai Attente de Dieu) sarebbe stato un uomo “extra moenia”, fuori dalle mura, che non significa  però ‘fuori dalla chiesa’ ma ‘dentro una chiesa più grande, quella delle coscienze, dell’autentica ed universale fraternità, il “Cristo più grande della Chiesa”….»[1].


[1]  Darina Laracy Silone, Lettera  ai direttori di “Prospettiva Persona”, in Attilio Danese (a cura di), Laicità e religiosità in Ignazio Silone, cit, 9. L’espressione “Cristo è più grande della Chiesa “si ritrova in APC, 564. La lettura di Attente de Dieu è per Silone la scoperta di una figura femminile limpida e profonda nonché la scoperta di un’affinità misteriosa come confesserà in un articolo del 1963 pubblicato su «Témoins» (si veda O. Gurgo - F. de Core, op. cit., 398).
 
 
La cittadinanza è invitata a partecipare