25 Novembre 2010 Festa dei Beati Beltrame Quattrocchi- Preghiera in famiglia

 

Preghiera in famiglia

 

La famiglia tutta insieme si raccoglie nel momento della giornata che si ritiene più adatto per la preghiera

 

· Segno di croce

 

· La mamma o il papà leggono: “La famiglia è stata pensata da Dio come convito intermedio, in cui si fa già l’assaggio delle vivande che si gusteranno attorno alla tavola trinitaria”.

                                                                                                                    (don Tarcisio Beltrame)

 

· La mamma o il papà invitano a qualche minuto di silenzio, introducendolo col seguente pensiero di Maria: “L’anima ama questo silenzio e trema al pensiero che venga interrotto, ma se la vita è lavoro, attrito, lotta, questi sono momenti di raccolta per riempire i granai da adoperare in tempo di carestia”.

 

·         Dal Vangelo di Luca                                                                                   (Lc 11,9- 13)

 

"Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto . Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!".

 

· Ciascuno dei componenti ringrazia il  Signore per il dono che l’altro rappresenta, per l’amore reciproco e per le grazie ricevuti durante la giornata.

 Tutti rispondono:

               “Grazie Signore. Regina della Famiglia, prega per noi”.

 

Dal Vangelo di Giovanni                                                                                     (Gv 2, 1-11)

“Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la  madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi  discepoli. [3]Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di  Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. E Gesù rispose: “Che ho da  fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”. La madre  dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”. Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei,  contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: “Riempite  d'acqua le giare”; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo:  “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene  portarono. E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i  servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse:  “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un pò  brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino  buono”. Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea,  manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui”.

 

· Ciascuno dei componenti la famiglia si scusa con gli altri per eventuali omissioni di amore o  per le offese arrecate, volontariamente e involontariamente.

 Tutti concludono:

               “Signore, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

               Regina della pace, prega per noi”.

 

Dal Vangelo di Marco                                                                        (Mc 1, 29-31)

 “…usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di  Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di  Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. [31]Egli,  accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed  essa si mise a servirli”.

 

· Chi vuole, chiede al  Signore ciò che ritiene importante per la sua persona, per la famiglia, per le situazioni di bisogno di cui é a conoscenza.

  Tutti concludono:

              “Esaudisci Signore le nostre preghiere.

               Regina della Famiglia, prega per noi”.

 

· Uno dei genitori oppure uno dei figli, a scelta, legge uno dei seguenti brani del Vangelo, facendolo seguire da una breve pausa di meditazione.

 

 

Dal Vangelo di Luca                                                                     (Lc 24, 13-33)

 

“Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per  un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome  Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre  discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e  camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo.  Ed egli disse loro: “Che sono questi discorsi che state facendo fra  voi durante il cammino?”. Si fermarono, col volto triste; uno di  loro, di nome Clèopa, gli disse: “Tu solo sei così forestiero in  Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?”.  Domandò: “Che cosa?”. Gli risposero: “Tutto ciò che riguarda  Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a  Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo  hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno  crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto  ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma  alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al  sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di  aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è  vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come  avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto”. Ed egli disse loro: “Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla  parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste  sofferenze per entrare nella sua gloria?”. E cominciando da Mosè e  da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a  lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece  come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta  con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino”. Egli entrò  per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane,  disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono  loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi  si dissero l'un l'altro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre  conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?”. E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro”.

 

 

Dal Vangelo di Luca                                                                (Lc 10, 38-42 )

“Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di  nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di  nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua  parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto,  fattasi avanti, disse: “Signore, non ti curi che mia sorella mi ha  lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma Gesù le  rispose: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma  una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte  migliore, che non le sarà tolta”.

 

Dal Vangelo di Matteo                                                                      (Mt 19, 3-12)

 “Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e  gli chiesero: “E` lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per  qualsiasi motivo?” Ed egli rispose: “Non avete letto che il Creatore  da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno  una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola.  Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi”. Gli  obiettarono: “Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio  e mandarla via?”. Rispose loro Gesù: “Per la durezza del vostro  cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da  principio non fu così. Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria  moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette  adulterio”. Gli dissero i discepoli: “Se questa è la condizione dell'uomo  rispetto alla donna, non conviene sposarsi”. Egli rispose loro: “Non  tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi  sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne  sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri  che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire,  capisca”.

 

Dal vangelo di Giovanni                                                                    (Gv 13, 34- 35)

“Vi do un comandamento nuovo:  che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche  voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli,  se avrete amore gli uni per gli altri”.

 

· Uno dei genitori oppure uno dei figli, a scelta, legge uno dei seguenti brani dagli scritti di Maria e Luigi, facendolo seguire da una breve pausa di meditazione.

 

 

Brano n. 1 (Maria Corsini): “Coraggio e confidenza, Gesù ci ama, e per questo vuole che lo aiutiamo,  da amici, a salvare le anime portando la Sua Croce, per qualche passo … per qualche passo soltanto, finché piace a Lui; facciamolo con amore e per amore; e non per forza come il Cireneo. Sempre più riuniti a Lui, avremo la forza, l’uno dall’altro”.

 

Brano n. 2 (Maria Corsini): “Dio vuole che attraverso questa unione la grazia ti sia comunicata: la grazia per progredire nella conoscenza di Lui, nella generosità, nella confidenza, insomma nell’amore! Non ti lasciar prendere dall’ansietà nel lavoro, questo nuoce alla tua salute fisica e spirituale. Confidenza anche là: si lavora con una rapidità massima, quando l’ala della confidenza buona, calma, serena, quieta, raccolta, riporta sotto l’occhio amatissimo di Dio. Coraggio e avanti! Gesù è con noi e ci guarda continuamente con sguardo pieno d’amore immenso. Guardiamolo anche noi quanto più spesso potremo per non lasciarlo solo ad amare, e dolente nel non vedersi corrisposto… e a mani vuote mentre chiede l’elemosina di un po’ d’amore puro. Si lavora tanto bene con Lui; appoggiati al suo Cuore tenerissimo!”.

 

Brano n. 3 (Maria a don Tarcisio): “Vivi sicuro  che le preghiere ti accompagnano attimo per attimo, così quelle di tutta la famiglia. Ma la preghiera viva sei tu, che Dio guarda e vigila con un amore infinito”.

 

Brano n. 4 (Luigi a Maria, 29 luglio 1905): ”Come ti sono grato, anima mia, per sentirmi così ricambiato da te del mio amore immenso! Come ti sono grato per il bene che mi fa il tuo amore, che mi incoraggia alla vita  e alle sue lotte, perché del vivere, del lavorare, del lottare esso rappresenta per me l’unico scopo! Tu sei stata la fata mia benefica, che mi ha salvato l’anima dallo scetticismo, ed io t’ho fatto in cambio la mia <> che venero e che adoro. Amami sempre così, Maria, e tu troverai sempre nel mio affetto e nella mia devozione ogni maggior conforto che l’amore di un uomo possa dare, poiché tutta la mia vita io l’ho dedicata, consacrata a te. Sento che dall’amore tuo io sarò sempre più spinto dalla bontà e dall’operosità, poiché in quell’amore io troverò sempre il più nobile e il più prezioso compenso d’ogni mio sforzo. Il mio sogno è quello di una vita di lavoro e di amore: affaticarmi nel lavoro e riposarmi nelle gioie dell’amore nostro e della nostra famiglia”.

 

 

Preghiera conclusiva, tutti insieme:

 

Signore Gesù, tu che hai chiamato LUIGI e MARIA, sposi e genitori secondo il Tuo Cuore, a vivere giorno dopo giorno, nella costante fedeltà a te nel quotidiano, Tu che con la tua presenza hai santificato le dimore di Nazareth, di Cana e di Betania, donando alle famiglie il sigillo dell’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, fa che la loro testimonianza e intercessione concorrano, con l’aiuto della Mamma del cielo, a consolidare il cammino di fede e d’amore iniziato ai piedi dell’altare; a pervadere della Tua presenza le giovani coppie colmando di Te le loro anfore; ad aprirle riconoscenti al dono divino della fertilità, lieti della vocazione alla maternità e paternità a immagine di Dio padre e madre, a dedicarsi con letizia e impegno all’educazione dei figli, futuri cittadini del Cielo, a condividere le sofferenze delle famiglie in difficoltà e accompagnarle nel cammino dell’amore verso Te, che sei l’Amore, a fare delle sofferenze occasioni preziose per maturare e amare di più.

Donaci di tendere senza compromessi alle vette di santità a cui hai chiamato ciascuno di noi fin dall’eternità.

Amen

 

A.MAR.LUI.     

Associazione Maria e Luigi

        

                            E’ nata la  “Associazione Maria e Luigi”

 

     Il 18 Giugno 2010, a Pescara, è nata l’Associazione “Beati Maria e Luigi”,

per volontà della figlia Enrichetta, presidente onorario a vita, unica figlia rimasta

della splendida famiglia romana, che tanto ha donato alla Chiesa attraverso  la loro

santità feriale declinata insieme ai figli Cecilia, monaca benedettina (Fanny),  Padre Paolino (Cesare), trappista delle Frattocchie, e don Tarcisio (Filippo), già monaco benedettino e poi sacerdote diocesano, tanto compianto dall’Agesci.

La nuova associazione di diritto diocesano, ma di respiro nazionale e internazionale, è stata presentata nei locali della comunità parrocchiale di Santa Caterina da Siena in Pescara alla presenza di un folto pubblico, interessato all’evento e lieto di trovare in Maria e Luigi un modello imitabile di santità laicale e coniugale. Per l’occasione vi erano persone convenute da diverse parti d’Italia unite alla gioia della comunità pescarese.

     Lo statuto è stato approvato e presentato al pubblico dall’arcivescovo di Pescara, mons. Tommaso Valentinetti, che rispettando, confermando e rafforzando il desiderio dei fondatori e di Enrichetta, ha voluto che fosse messa una clausola nello statuto ossia la necessità  di affidare sempre  ad “una coppia unita sacramentalmente nel matrimonio” la presidenza. Si tratta decisamente di una significativa novità nella storia della Chiesa.

     A presiedere  legalmente l’associazione per il primo quinquennio sono stati chiamati  i coniugi Giulia Paola Di Nicola e Attilio Danese, docenti dell’Università di Chieti, esperti in scienze e spiritualità familiare.

Queste le note caratteristiche della nuova associazione:

·         E’ rivolta soprattutto agli sposi, ma  è aperta a quanti sono interessati a sostenere il matrimonio e la spiritualità coniugale (sacerdoti, religiose e religiosi, single, fedeli laici), nello spirito della reciprocità delle vocazioni

·         Sostiene gruppi che nascono liberamente, in sintonia con gli obiettivi statutari dell’Associazione.

·         Promuove una spiritualità di comunione, a seguito della vita esemplare di Maria e Luigi e delle altre coppie di sposi santi, noti e meno noti, con particolare attenzione a:

o   una laicità tipica della ferialità della vita di famiglia

o   la specificità della vita matrimoniale, in unità e distinzione rispetto alle altre vocazioni

o   uno spirito di servizio attivo e responsabile alla società e alla Chiesa, nel rispetto della dignità e della vocazione di ogni persona

o   la valorizzazione dell’inestricabile legame  tra  eros e agape, senza confonderli né contrapporli

o   l’accoglienza a tutte le persone, e in particolari a fidanzati e sposi, così come sono, nelle situazioni materiali e morali che si trovano a vivere

o   la disposizione ad imparare da tutti,   interrogandosi insieme sul senso degli eventi e della propria storia di vita, nello spirito della fraternità universale

o   il sostegno all’amore umano e cristiano, con particolare attenzione al rispetto delle differenze, all’obbedienza reciproca tra gli sposi, al compito educativo dei genitori e alla gratitudine filiale.

      «Da Maria e Luigi – hanno detto i presidenti – possiamo apprendere a vivere l’amore per l’altro considerato come vicario di Gesù in persona, nutrendoci dei “tre pani” come diceva Maria, ossia l’Eucaristia, la Parola di Dio e la Sua volontà. La“fedeltà nel minimo” è uno degli assi portanti della spiritualità di questi santi coniugi, che ricordano a tutti la solennità delle azioni apparentemente insignificanti che ogni giorno si vivono in famiglia, secondo i compiti che ciascuno è chiamato a svolgere.

Enrichetta, a sua volta, ha ricordato che la mamma ripeteva spesso: “Guardare la realtà dai tetti in su”, per intuire,  alla luce dello Spirito, il senso che hanno gli eventi come vettori di messaggi divini ed evitare di  appiattire lo sguardo sulle mode e restare imbrigliati nelle preoccupazioni della vita. 

 

 

 

 

                                                                                                          Scheda d’iscrizione

 SE SEI INTERESSATO ALL’INIZIATIVA

 

A.MAR.LUI.     

Associazione Maria e Luigi

c/o Parrocchia S. Caterina da Siena

Via Mezzanotte, 92 - 65126 Pescara

Tel. 085.60305   Fax 085.4516045

compila questo modulo e invialo 

a  Associazione Maria e Luigi

Contatti

Presidente onorario:

Enrichetta Beltrame Quattrocchi, Via A Depretis, 86 - 00184 Roma

 Copresidenti:

Attilio Danese e G. Paola Di Nicola, danesedinicola@tin.it

Via Torre Bruciata, 17 - 64100 - Teramo - Tel. 0861244763, fax 0861245982 cell.338.9819386

Consigliere ecclesiastico:

don Emilio Lonzi, donemilio@tin.it   - tel. 330.313016,  085 60305, fax 085.4516045

 

 

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