Prefazione agli atti del Convegno di Mons. Seccia Vescovo di Teramo-Atri


La Chiesadi Teramo-Atri ha vissuto un bel momento di incontro nel convegno diocesano che ha ricordato un grande evento storico perla Chiesacattolica: il Concilio Vaticano II.  Organizzato da Giulia Paola Di Nicola e Attilio Danese, responsabili dell’ufficio cultura diocesano in sintonia col Vescovo, il convegno ha affrontato il tema, “Fede e Cultura a cinquant’ani dal Concilio” con una duplice finalità: ricostruire il clima culturale e i fermenti ecclesiali e culturali che hanno provocato il Concilio, ovvero individuare i prodromi che hanno anticipato e favorito un transizione culturale anche all’interno della Chiesa cattolica e, in secondo luogo, fare un bilancio di quei cambiamenti che il Concilio ha prodotto nei vari campi della cita della Chiesa, dalla morale alla liturgia. Abbiamo potuto verificare come questo evento straordinario, annunciato a sorpresa dal Papa Giovanni XXIII, sia stato favorito da una elaborazione culturale che si andava sviluppando nella Chiesa, grazie a filosofi personalisti come Maritain e Emmanuel Mounier e grazie a riviste come “Esprit” in Francia e “Civiltà cattolica” in Italia. Sia le relazioni del mattino dell’arcivescovo Ignazio Sanna e dei professori Guy Coq e Giorgio Campanini, sia la tavola rotonda del pomeriggio – con Luigi Lorenzetti sui cambiamenti della morale, Giampaolo Salvini, sul ruolo svolto dalla Civiltà Cattolica, Righetto per “Avvenire” e Giulia paola Di Nicola sulle riviste “Progetto Donna e prospettiva Donna” – sono state ricche di contenuti e forma, introducendoci nel vivo dei problemi che la Chiesa affronta nel suo dialogo con il mondo contemporaneo.  Tutti i relatori hanno preso contatto con una realtà diocesana di provincia che è apparsa viva e partecipata.

Il Convegno, inoltre, ci ha dato la possibilità di gettare lo sguardo al nostro contesto culturale diocesano e verificare con quali modalità il Vaticano II è stato recepito e ha inciso nella realtà locale. Lo abbiamo fatto rivisitando un pezzo di storia della nostra diocesi aprutina-atriana, a partire dalla fine degli anni ‘60, al tempo della venuta del Vescovo Padre Abele Conigli, che succedeva ad Amilcare Stanislao Battistelli (16 febbraio 1967). L’attenta relazione di don Giovanni Giorgio ci ha riportati a quel tempo nel quale   di Padre Abele, vescovo conciliare, produsse quasi una “rottura” in un contesto sociale ed ecclesiale  nutrito di devozionismo e fedelmente ancorato alla tradizione. Le novità furono dirompenti, nel mondo ecclesiale e in quello laico, e furono fatte oggetto di incomprensioni e critiche. La capacità di calibrare gli interventi, l’attenzione alla collegialità, la vicinanza alla gente, la sensibilità sociale, il ruolo riconosciuto al laicato, il disimpegno rispetto al collateralismo in politica sono elementi che hanno  ben presto fatto accettare e apprezzare l’operato di Padre Abele. La sua figura è stata un “segno forte di discontinuità” che ha favorito il passaggio ad una Chiesa rinnovata, nella quale hanno trovato terreno favorevole i movimenti e le associazioni ecclesiali, all’epoca ancora sotto osservazione.

Il concerto finale, che ha offerto la possibilità di unire alla cultura la dimensione caritativa (con la raccolta fondi da parte dell’associazione per il microcredito ASSISTE) è stato pure dedicato al Vescovo Conigli. Le note della viola (Samuele Danese) e del pianoforte (Lillo Di liberto) così ben armonizzate tra loro, hanno concluso il convegno all’insegna della buona arte, cui tanto tiene Benedetto XVI e posto termina ad una giornata che nei suoi diversi momenti mi è parsa preziosa per  aiutarci a coniugare fede e cultura, un rapporto che per tutti noi servitori della Chiesa è indispensabile per essere all’altezza dei tempi e dare la nostra impronta ai processi di inculturazione del Vangelo.

A questo punto, è mio desiderio che i frutti del convegno non restino a solo beneficio dei partecipanti, ma siano socializzati e diffusi per allargare l’orizzonte della riflessione, sia a livello personale che di gruppo. A tal fine indico - soprattutto a quanti sono stati impediti per diverse ragioni a partecipare - alcune fonti a cui attingere i materiali e rielaborarli nelle diverse sedi (parrocchie, movimenti, scuola):

  1. Le riprese del sito Teramo Web, all’indirizzo www.teramoweb.it ;
  2. Il sito della Diocesi, ove potranno essere scaricati gli interventi integrali dei relatori, all’indirizzo: www.diocesiteramoatri.it ;
  3. Il prossimo numero della rivista “Prospettiva Persona” che sarà dedicato in gran parte proprio al nostro Convegno.
  4. il sito di prospettiva persona www.prospettivapersona.it

 

Tutto qui? Niente affatto, perché la riflessione e gli approfondimenti sugli effetti dell’evento conciliare non possono e non devono esaurirsi in una sola iniziativa. Ritengo che siano necessari altri appuntamenti diocesani che assicurino un ampio coinvolgimento e consentano di approfondire nella dimensione locale, le tematiche messe sul tappeto dal convegno. Sarebbe auspicabile un confronto tra tutte le associazioni e movimenti ecclesiali suscitati dallo Spirito prima e dopo il Concilio, grazie ad un ulteriore appuntamento (coordinandosi nella Consulta Diocesana) che ne verifichi lo sviluppo storico, il significato di una presenza, la capacità di mettere il proprio carisma a servizio della Chiesa tutta.

Do a tutti appuntamento per le manifestazioni celebrative in ricordo di Padre Abele Conigli (18 e 19 Gennaio), nel centenario della nascita. Per tale circostanza sarà con noi S.E. il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo della Diocesi di Milano, che – come è noto – è stato ordinato nella nostra diocesi da Padre Abele. Il Cardinale sarà presente nei due momenti celebrativi, come da programma che potrete leggere sulle colonne de “L’araldo Abruzzese”.

Auguro a tutti   che questo anno della fede ci aiuti a maturare una rinnovata consapevolezza di Chiesa e ci faccia progredire nella corresponsabilità ecclesiale.

+don Michele


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