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IL CORAGGIO DI EDUCARE
Università di Ferrara ricorda Valleriani
Ricordando Antonio Valleriani
Rassegna Stampa di Educazione e Scuola
[ Archivio News ]
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Presentazione
Situazione di partenza
Il recupero di esperienze locali profuso da una Associazione culturale, per circa 30 anni di attività no profit sul versante della valorizzazione della persona umana, con il blog si fa oggi impegno per la costruzione di uno strumento, il bleg, da gestire in collaborazione con il territorio e in modo preferenziale con quanti, istituzionalmente e non, si interessano ai problemi dell’educazione.
Il già fatto e il da fare.
L’iniziativa del blog è, in termini più precisi, l’evoluzione naturale del precedente “laboratorio pedagogico” che per più anni ha svolto la sua azione all’interno del contesto scolastico. Oggi l’iniziativa laboratoriale si apre alla pluralità dei versanti che la complessità evoca e si esercita non solo in direzione tecnologica ma ancora più su quella formativa investita dalle spinte riformatrici che su di essa esercitano, in urgenza e con forza, i versanti culturali, professionali e sociali: nasce così il “laboratorio educativo”.
Quale scuola
Un ambito provinciale ha oggi il dovere di interrogarsi sulla qualità formativa che presiede all’educazione degli alunni del territorio. Solo facendo ciò evita di tradire le sollecitudini alla partecipazione e al dialogo che il legislatore ha costantemente richiamato negli articoli della legge sulla riforma scolastica; è nel confronto personale, professionale e di funzione che maturano le progettualità virtuose e coerenti, efficaci, efficienti e si evitano le improvvisazioni di sterili e perniciosi protagonismi. Tutte insieme queste competenze rendono giustizia valutativa di una coscienza di servizio scolastico commisurato alle esigenze di alunni orientati alla conquista dell’autonomia personale, di ogni persona, ogni giorno più inserita nella cittadinanza planetaria.
Due opportunità per orientarci nella lettura della scuola italiana
ITALIA: 36 SU 57
“ …… Quel che è certo è che la scuola in Italia sta male, con il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni costretto ad ammettere che < c’è un’emergenza educativa che riguarda il Paese >. L’inchiesta Ocse Pisa ha appena misurato le capacità di , cioè il sapere applicare alla realtà di tutti i giorni le conoscenze di matematica, scienze e lettura dei quindicenni europei, stabilendo che gli italiani sono bassissimi in una classifica dominata dalla Finlandia: appena al 36° posto su 57 paesi testati … “
Panorama 10 gennaio 2008 n° 2 pag.41 A. PIPERNO e K, RUBIN
…. ANCORA “AREE”
“ Il viceministro della Pubblica Istruzione Mariangela Bastico spiega a Panorama che quest’anno, per rendere meno frammentarie le discipline, ha introdotto nelle elementari e medie e nelle prime due classi delle superiori la sperimentazione di linguistiche, matematiche, scientifiche e storico-geografiche. Si sperimenterà anche l’anno prossimo, poi le aree dovrebbero diventare operative nel 2010.“
… “ Gli studenti italiani sono quelli che passano più ore in classe (944 l’anno contro una media Ocse di 855 e le appena 740 della Finlandia primatista). Un impegno poco agganciato alla realtà che aspetta fuori dai banchi. “
Panorama 10 gennaio 2008 n° 2 pag.41 A. PIPERNO e K, RUBIN
Diventare esseri umani
"Il preside di un liceo americano sopravvissuto alla Shoah scriveva ogni anno ai suoi insegnanti:
“Caro professore,
sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruite da ingegneri istruiti; bambini uccisi con veleni da medici ben formati; lattanti uccisi da infermiere provette; donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati delle scuole superiori e università.
Diffido – quindi – dell’educazione.
La mia richiesta è: aiutare i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i vostri figli più umani”.
Provocazioni
Il “nuovo pensiero per il terzo millennio” è una conoscenza capace di superare l’isolamento e la separazione che caratterizza molti dei saperi della nostra epoca, colpiti da un eccesso di specializzazione. Si presenta la necessità di riscoprire le premesse implicite in ogni conoscenza, le idee generali che fanno da cornice.
Fortunatamente il movimento di cambiamento in questa direzione sembra avviato: assistiamo al nascere di scienze polidisciplinari; all’arretrare delle condizioni riduzioniste; alla maggiore consapevolezza della complessità del reale. Torniamo così ai problemi fondamentali dell’umanità che è come tornare alle domande dei bambini ma con la consapevolezza degli adulti.
Una delle conseguenze possibili riguarda il bisogno di recuperare la complessità del sapere, ad esempio con una maggiore integrazione tra cultura umanistica e scientifica. Ma soprattutto il bisogno di educare gli educatori, educarli all’amore e alla passione per la loro professione (…)
La riforma dell’insegnamento e la riforma del pensiero rappresentano un’impresa storica (…)
Si tratta del lavoro che deve essere perseguito da tutti gli insegnanti (…)"
Edgar Morin – Educare gli educatori a cura di Antonella Martini – Edup editrice –Terzo millennio
“ ........ Oggi non si presenteranno le nuove indicazioni nazionali ma la cornice culturale entro cui rileggerle e ripensare all’esperienza del fare scuola. Il seminario di oggi non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per far nascere una discussione approfondita all’interno del mondo della scuola. Dare senso alla frammentazione del sapere: questa è la sfida. Una scuola che intende educare istruendo le nuove generazioni, e questo è impossibile senza accettare la sfida della trasmissione di un senso dentro la trasmissione delle competenze.
La prima domanda che dobbiamo porci riguarda chi educhiamo. Se c’è un punto su cui non possiamo non trovarci d’accordo è che il nostro compito è quello di educare la persona. Ogni bambino, ogni ragazzo ha la necessità di essere educato. “
Da“Cultura Scuola Persona” Giuseppe Fioroni Ministro della Pubblica Istruzione; Roma – maggio 2007
Autoformazione
“Rispondere alla domanda su cosa sia l’autoformazione per Knowles è, dunque, relativamente semplice: è ciò che si svolge con lo svolgersi della vita, è ciò che accade ogni giorno, è l’esperienza del sempre, il patrimonio scaturente dagli spazi e dalle frequentazioni del nostro lavorare, del nostro divertirci, del nostro riposare tra tutti gli incontri che si fanno e da quelli a cui si manca, non importa quanto essi siano o meno “strutturati” o “istituzionalizzati”. Se è vero che le occasioni (l’esperienze) di apprendimento possono essere molteplici, è vero però anche che è cruciale che gli individui diventino consapevoli di averle attraversate e di che cosa sia accaduto. A tal fine l’apprendimento deve essere anche necessariamente metaapprendimento: la consapevolezza del cambiamento prodotto in sè dagli eventi è la condizione imprescindibile dell’autonomia”.
Giampiero Quaglino – Autoformazione – Autonomia e responsabilità per la formazione di sé nell’età adulta – Raffaello Cortina editore – Milano
Motivazione alla organizzazione e gestione della rete
“Le reti tra scuole talora falliscono. Uno dei motivi ricorrenti di tale esito è l'incapacità o l'impossibilità di organizzare e gestire la rete stessa. Spesso, dopo un grande entusiasmo iniziale di pochi volontari segue, nel medio o addirittura nel breve periodo, la disillusione. La rete, dunque, non funziona se non è organizzata e gestita, e se non si curano gli aspetti tecnici. In mancanza di organizzazione, infatti, non si riescono a definire bene i ruoli delle diverse scuole e degli altri soggetti. Spesso, inoltre, ci sono duplicazioni nell'acquisto di beni e servizi”
“….. Ad esempio, se si pensa a una rete con supporto telematico è sbagliato dotare tutte le scuole delle stesse tipologie di hardware. Su un altro versante, è negativo non creare organismi nuovi di integrazione tra le scuole collegate e rimanere fermi ai tradizionali organi collegiali. Se manca la gestione si rischia il collasso. I pochi che volontariamente si occupano della rete finiscono per stancarsi e per non essere più motivati. La mancanza di figure addette alla rete, sia essa tradizionale o telematica, genera notevoli disfunzioni. La mancanza di competenze tecniche di gestione, infine, crea spesso il blocco delle iniziative”.
Intendimenti
Nella sottostante “ bozza ” sono presenti punti di sospensione, sia all’inizio del paragrafo che alla apparente chiusura dello stesso. Sono un modo palese, di “ visiva sensibilizzazione “, rivolta al visitatore a cimentarsi in risposta, in posizione critica, in analisi aggiuntiva, in collaborazione, in esplicitazione, in difformità …, in qualsiasi modo per esprimere il proprio pensiero in proposta; è questa l’anima del blog, l’avvio di un sapere personale orientato al recupero di un comportamento democratico.
Un blog per far crescere la qualità della educazione attraverso una crescita personale dei protagonisti.
Un blog, quindi, orientato al protagonismo della persona e del cittadino:
-
...
- per combattere ogni forma di isolamento,
- per essere positivo,
- per essere operativo,
- per proporsi progettualmente,
- per farsi narrazione personale e/o di gruppo,
- per percepirsi emozionato, stupito, sedotto ed innamorato di quanto lo circonda,
- per sentirsi ecologicamente relazionato con l’esistente,
- per intervenire confortato esteticamente ed eticamente,
- per…..
- per….
per…. Ognuno provi ad arricchire l’elenco e si accorgerà di quanta positività possiamo contrapporre ai tunnel di un pensiero arrogantemente ideologizzato. Se poi socializzerà tali pensieri attraverso questo blog, percepirà di aver vissuto anche l’opportunità di farsi dono per l’altro. Avrà allora, in tutta semplicità, posto il primo mattone nella edificazione di un ponte che chiameremo cittadinanza.
Non è un caso che il bleg si mette in rete in coincidenza con una delle feste dell’amore,14 febbraio, per recuperare l’essenza valoriale della parola “dono”, come totalità d’amore che si può cogliere nella dimensione educativa alla reciprocità relazionale del rispetto dovuto all’altro, agli altri, a tutti gli altri.
La collaborazione
Un progetto organizzativo di motivazione e uno staff di riferimento operativo sono già stati attivati per proporsi in termini funzionali di “rete” rispetto alla struttura scolastica locale e in termini di “trasparenza innovativa di tipo propositiva” sul versante di una educazione per una “cittadinanza mondiale” . Con alcune indicazioni basilari abbiamo avviato la “bozza di configurazione” che ci ha consentito la registrazione e il collocamento del “glog on line”.
Un processo di definizione e ridefinizione si offre ora a quanti (uomini e donne di buona volontà) vorranno corrispondere alla offerta di suggerimenti, proposte, collaborazioni .
Il logo e le relazioni
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Il “bleg”, laboratorio educativo, nel blog per farsi persona.
Il “ Buon Anno 2008 ” tra i componenti lo staff. |
… sguardo, cornice, percezione , sogno, presenza, attesa, protagonismo, persona, osservazione, curiosità, protezione, contestualizzazione, alterità, …
“Viaggiare vuol dire spostarsi per il mondo, sognare spostarsi dentro il mondo. Non cesserò mai di stupirmi del fatto che ho una testa ed una mente che fanno di me un universo a se stante. “ (J. Gaarder);
Input
Impegno
Ognuno si impegni a dimostrare vera l’affermazione arricchendo il bleg (laboratorio educativo) con un personale articolo propositivo.
In questo spazio saranno, infatti, ospitati i contributi che genitori, docenti, alunni, responsabili di Enti ed Associazioni, “persone di buona volontà”, vorranno esprimere intorno ad aspetti del quotidiano, esposti per il loro portato educativo già in essere o di potenziale propositività.
La lettura dei “doni” pervenuti consente ad ognuno di:
- ampliare la consapevolezza delle diversità, del portato personale di aggregazione o di conflittualità,
- desumere opportunità di orientamento sulle scelte da privilegiare,
- adottare conseguenti modifiche di comportamento.
Sarà probabilmente un gioco all’infinito, ma sarà anche percezione graduale di adozione valoriale, di testimonianza intima e comunitaria, di una iniziativa educativa personale, di appartenenza sociale, di frammenti di amore disseminati sul percorso del riconoscimento e rispetto dell’alterità. è così che si diventa “prigionieri” del senso di una vita
Organizzazione
Come laboratorio educativo siamo lieti di aver predisposto una opportunità di visibilità, utile a tutta la scuola Teramana, offrendo uno strumento capace di rendere finalmente merito alle professionalità individuali e di gruppo che interagiscono all’interno di ogni Istituto.
è per tale considerazione che, volutamente, abbiamo tralasciato di predisporre le pagine del dirigente, dei docenti, del direttore S.G.R., dei genitori, degli alunni. Siamo rimasti fedeli al portato di sintesi comunicativa bene espresso da uno slogan ministeriale sul significato dell’autonomia: “La scuola che cambia – cambia la scuola”. Uno staff di collaboratori non avrebbe mai declinato, in modo opportuno, le configurazioni strutturali di un bleg che intende organizzarsi per la evidenziazione della pluralità delle esigenze scolastiche del momento e la pluralità delle risposte assicurate, ma anche capace di progettarsi per assecondare la vastità e la rapidità dei cambiamenti.
Il bleg, in quanto struttura di rete, gratuitamente nata per farsi sintesi della complessità del nostro territorio provinciale in materia di innovazione educativa, di fatto si fa voce di cittadinanza alla quale offre opportunità di proposta e di confronto.
Rispetto alla scuola l’amministrazione del bleg si fa:
- premura di immissione dei contributi narrativi e propositivi da ospitare nella pagina contenete gli “Articoli” per il periodo di completamento organizzativo del bleg.
- disponibilità di chiarimento per le richieste che perverranno sulla parte organizzativa del bleg e per i riferimenti progettuali esplicitati.
- carico di articolare un prospetto di regolamento, informato alle indicazioni ministeriali, che sia posto a garanzia delle parti per tutta l’attività di collaborazione.
- impegno di arricchire i fogli delle “aree” per i riferimenti utili alla raccolta ed esplicitazione dei dati utilizzabili.
- premura per attivare spazi di collegamento con Enti, Associazioni, Servizi, e presenze altre del territorio rapportabili ad aspetti educativi e/o formativi.
Conclusione
Chiediamoci: fino a che punto è possibile impiegare un Blog per un progetto che aspiri alla valorizzazione formativa della persona all’interno di un territorio provinciale ( per noi “Teramo” ) lavorando su tre momenti: conoscerci, formarci, progettarci?
Ardentemente lo speriamo, ma lo vedremo solo se l’avremo voluto.
N.B. Potete trovare anche la lettera inviata ai docenti

